
La coda alla vaccinara è un piatto della cucina romana. È la coda di bue cotta a lungo in umido con il pomodoro e con tanto sedano. È una delle ricette più famose del quinto quarto.
Mi è venuta voglia di prepararla guardando quella di Elly, del blog Chez-Entity. È stato amore a prima vista, e le foto di quel piatto mi sono rimaste in testa per giorni.
La coda alla vaccinara l’avevo già fatta altre volte. La ricetta che avevo seguito però non mi aveva dato un risultato soddisfacente.
Così ho provato la versione di Elly, con qualche cambiamento. Il grasso di prosciutto non ce l’avevo e l’ho tolto, e per finire la cottura ho aggiunto un po’ di brodo. Poi ci ho messo una bella dose di peperoncino, ma quella è una mia deformazione.
Da dove viene la coda alla vaccinara
Il nome viene dai vaccinari, che insieme ai conciapelli lavoravano nel rione Regola, sulla riva sinistra del Tevere. Avevano l’abitudine di usare la coda dell’animale, tagliarla e bollirla per mangiarla.
Per questo li chiamavano anche magnacode, cioè mangiatori di code. Il quinto quarto è proprio questo: le parti dell’animale che restano dopo i tagli migliori. Un tempo era il cibo di chi non poteva permettersi altro.
Questi piatti si sono diffusi con il Mattatoio di Testaccio, inaugurato nel 1890. Gli operai, chiamati scortichini, erano pagati in parte con gli scarti di macelleria. Le donne di casa e le cuoche delle osterie vicine ne facevano piatti nuovi.
La coda e il sedano
Si usa la coda di bue, o in alternativa quella di vitello. Il sedano si mette in abbondanza e cuoce insieme alla carne nell’ultima parte della cottura.
Il sapore è spesso agrodolce. Nella versione più ricca, quella che si trova di solito nelle trattorie romane, alla fine si aggiungono uvetta, pinoli e cacao amaro.
Altri usano la frutta candita o un po’ di cioccolato fondente grattugiato. Fra le spezie si trovano la cannella, la noce moscata e i chiodi di garofano. Lo spiega la voce di Wikipedia sulla coda alla vaccinara, in inglese.
La mia coda alla vaccinara
La mia versione è quella più semplice, senza agrodolce. Il soffritto è di cipolla e gota, cioè il guanciale. La coda cuoce con il vino, la passata e il concentrato di pomodoro.
Per portarla a cottura uso un brodo fatto prima con un osso di zampa e gli odori. Il sedano arriva verso la fine, e il peperoncino è abbondante.
Il sugo lo lascio più liquido, aggiungendo ancora un po’ di brodo a cottura finita. È un gusto personale, e così ce n’è abbastanza anche per condire la pasta.
Consigli per la coda alla vaccinara
Fatevi tagliare la coda dal macellaio fra una vertebra e l’altra, nelle articolazioni. I pezzi restano interi e non si formano schegge d’osso.
Preparate il brodo in anticipo e lasciatelo raffreddare. Il grasso sale in superficie e si toglie facilmente con un cucchiaio.
Cuocete a fuoco basso e con il coperchio, finché la carne si stacca dall’osso quasi da sola. Il tempo cambia con l’età dell’animale, quindi controllatela ogni tanto.
Prima di metterle nella pentola, togliete i filamenti alle coste di sedano.
La coda alla vaccinara si può preparare il giorno prima e scaldare al momento. In frigo si conserva per due o tre giorni in un contenitore chiuso, e si può anche congelare con il suo sugo.
La ricetta della coda alla vaccinara
Coda alla vaccinara
Ingredienti
- 1,2 kg di coda di bue
- 1 costa di sedano
- 130 g di guanciale
- 1 cipolla
- 100 ml di vino rosso
- 500 ml di passata di pomodoro
- 1 cucchiaio di concentrato
- 1 osso di zampa
- odori misti carota, prezzemolo, sedano, ½ cipolla
- olio evo
- sale
- pepe
- peperoncino
Istruzioni
- Per prima cosa preparate il brodo mettendo in un litro d’acqua fredda l’osso di zampa, gli odori e un pizzico di sale. Cuocete per un paio d’ore, lasciate raffreddate e togliete il grasso venuto a galla.
- Preparate un soffritto con la cipolla e la gota tritata grossolanamente.
- Nel frattempo pulite la coda lavandola sotto l’acqua corrente. Quando la cipolla sarà ben dorata aggiungete la coda e lasciate rosolare girando di tanto in tanto.
- Sfumate con il vino e quando questo sarà evaporato aggiungete la passata di pomodoro e il concentrato.
- Aggiustate di sale, pepe e peperoncino, coprite e lasciate cuocere a fiamma bassa per tre ore circa o fino a quando la carne non risulterà tenera, aggiungendo qualche ramaiolo di brodo per portare a cottura.
- Mezz’ora prima che la cottura sia ultimata, aggiungete le costole di sedano sfibrate e divise a metà nel senso della larghezza.
Note
Nutrition
Le varianti
Per la versione agrodolce, a fine cottura aggiungete l’uvetta ammollata, i pinoli e un po’ di cacao amaro sciolto nel sugo. Lo stesso gioco di dolce e amaro c’è nel cinghiale in dolceforte.
Nelle trattorie romane insieme alla coda si cuoce a volte anche una guancia di vitello, che a Roma chiamano gaffo. Se vi piace la guancia, sul blog c’è lo stracotto di guancia di manzo.
Per una coda ancora più piccante aggiungete un filo di olio piccante nel piatto. Oppure mettete nel soffritto del peperoncino in polvere fatto in casa. Nella lista dei peperoncini trovate le varietà da essiccare.
Come si serve, con i rigatoni
La coda si serve come secondo, con il pane per la scarpetta.
Con il sugo che avanza si condiscono i rigatoni, i rigatoni al sugo di coda. Così il sugo diventa il primo e la carne il secondo.
Altre ricette del blog
Con lo stesso taglio c’è la coda di bue in umido. Del quinto quarto ci sono la trippa alla fiorentina, la trippa in umido alla parmigiana e la trippa fritta.
Poi trovate il lampredotto in zimino, le animelle al burro e salvia e l’insalata di nervetti. Dalla Toscana arriva anche il cibreo. Per un’altra cottura lunga e piccante c’è lo spezzatino piccante.
Dalla cucina romana trovate le penne all’arrabbiata e gli gnocchi alla romana.





35 Commenti
vickyart
28/01/2013 alle 01:02prima o poi la farò anche io, pensa che quando ero a roma non l’ho mai nemmeno mangiata ! va beh rimedierò.. il sughetto in più mi piace 😀 ciaooo
Ilaria
28/01/2013 alle 13:15Il sughetto è proprio l’ideale per la scarpetta!! Ma dai, eri a Roma e non l’hai mai mangiata… incredibile!
In cucina da Eva
27/01/2013 alle 22:35wow! che foto poi! spettacolare!! bravo Tommy!
Ilaria
27/01/2013 alle 23:01Tommy, che è qui accanto a me, ringrazia… 🙂
Buona notte carissima. A domani!
Antonella
27/01/2013 alle 15:38E’ veramente stupenda, eppure non riesco a mangiarla! Ma percheeeè?? Ha una “faccia” così bella! 🙂
Baci,
Antonella
GIVEAWAY : 2 RIGHE D’AMORE !!
Ilaria
27/01/2013 alle 22:59Anch’io ho lo stesso problema se penso che è la coda del vitello… 🙂
Grazie per averci invitati al tuo giveaway.
Buona serata.
artù
25/01/2013 alle 18:07avete replicato in modo davvero sublime una ricetta che avevo addocchiato anche io….sarà la volta buona che mi cimento pure io in questa preparazione ricca e gustosissima!!!
Ilaria
27/01/2013 alle 14:52Devi assolutamente provarla…
Buona domenica!
La cucina di Molly
25/01/2013 alle 11:41Buonissimo, un piatto che non ho ancora provato!Devo ammettere che ti è venuto alla perfezione con quella punta di piccantino, complimenti! Un abbraccio!
Ilaria
25/01/2013 alle 14:08Con Tommy il piccante non manca quasi mai… e lui ne aggiunge sempre un altro pochino direttamente nel suo piatto.
Un abbraccio anche a te.
Emanuela
25/01/2013 alle 11:16Ecco un piatto che non ho mai cucinato! Dev’essero molto buona e gustosa! Del resto i piatti della tradizione non deludono!
Un abbraccio grande!!!
Ilaria
25/01/2013 alle 14:07Ci sarà pur un motivo se i piatti tradizionali hanno resistito per tanti anni e sono tutt’ora tra le preparazioni più apprezzate.
Non c’è che dire… la cucina italiana è tutta meravigliosa… 🙂
fausta
25/01/2013 alle 09:30questa cucina tradizionale romana per me… è alta cucina! Non arriverò mai a preparare un piatto così…
Per questo ammiro chi, come te, si cimenta in queste che per me sono vere “acrobazie” culinarie.
Rendere appetibile “una coda” è quasi una magia e tu ci sei riuscita in pieno, a giudicare dalle foto.
Tienimene un piattino :))
Un abbraccio e buona giornata
Tommy
25/01/2013 alle 15:10Sei arrivata tardi … tutta finita 🙂 Ma nel weekend ci sta che ne prepari un bel coccio 🙂
Buon fine!
marisa
25/01/2013 alle 08:48Sono stata a Roma in un locale tipico e avrei voluto assaggiarla, mi incuriosisce parecchio… ma avevamo un altro menù 🙁 Se la trovo dal mio macellaio, provo a farla!Un bacione e complimenti!
Ilaria
25/01/2013 alle 14:05Ne vale veramente la pena… anche se io storcevo un po’ il naso all’inizio pensando che fosse la coda del vitello… 🙂
Chiara
24/01/2013 alle 23:27l’ho mangiata a Roma, che bontà ! Un abbraccio…
Ilaria
25/01/2013 alle 14:04Hai ragione, è davvero molto buona.
Le Ricette di Tina
24/01/2013 alle 22:15Tommy sei stato super bravo immagino che bella scarpetta vi siete fatti in questo bel sughetto :D..il peperoncino ci stà aaahahahah ciaoo
Tommy
25/01/2013 alle 15:11Chili e chili di pane, ci vogliono chili di pane con tutto quel sugo 🙂
Un abbraccio e un buon fine settimana!
Elly
24/01/2013 alle 19:18Tommà!!! Ti sei guadagnato la cittadinanza “romana” ad honorem!!!! Ottima la tua rivisitazione pur mantenendo intatta la tradizionale ricetta… E certamente non poteva mancare “il pizzico di peperoncino”. Ci sta sicuramente d’incanto! mes compliments!!! (traduzione: si gajardo!!)
Elly
24/01/2013 alle 19:18si= sei….
Tommy
25/01/2013 alle 15:09Ah ah ah Ora sono cittadino della Capitale!!! Quale onore 🙂
Grazie Elly, la coda alla vaccinara è un piatto stra-bono 🙂
Raffy
24/01/2013 alle 15:30mai mangiata..sembra deliziosa… ci posso provare!!!!
Ilaria
24/01/2013 alle 22:53Ci devi provare… ti piacerà! 😛
Buona notte.
carla
24/01/2013 alle 14:51questa farebbe la felicità del mio Assaggiatore Ufficiale!!!
Bravissimo!!!
Ilaria
24/01/2013 alle 22:52Ha deliziato anche tutti noi… 🙂
Un bacio.
tina
24/01/2013 alle 13:35una ricetta nuova per me…mi incuriosisce molto….anche se non lo so se avrò coraggio …:D
Ilaria
24/01/2013 alle 13:47Io avevo la stessa ritrosia mentre Tommy acquistava i pezzi di coda al supermercato… diciamo che basta non pensarci… 🙂
elena
24/01/2013 alle 13:18che bella complimenti ti è venuto davvero bene!!!
Ilaria
24/01/2013 alle 13:46Grazie tesoro… dopo una bella e linga cottura si ottiene una vera prelibatezza.
ombretta
24/01/2013 alle 11:21Conosco bene Elly e la sua coda alla vaccinara una vera prelibatezza!!!!
Però mi sembra che tu le abbia reso davvero onore deve essere una bontà !!! Poi io adoro il peperoncino 🙂
Baci
Ilaria
24/01/2013 alle 13:46Tommy lo mette praticamente ovunque il peperoncino… spesso aggiungendono altro solo nel suo piatto. Adesso non riesce più a fare a meno del peperoncino neanche mio padre… l’ha corrotto! 😛
Un abbraccio.
Ely
24/01/2013 alle 09:47Elly è davvero di ispirazione molte volte.. e tu che bravo sei stato!! Deliziosa, sai che non l’ho mai provata e mi ispira da matti? Complimenti e un bacione grosso. Porta un abbraccio stretto ad Ila, con tutto il mio bene! Buona giornata, amici carissimi! 😀
Ilaria
24/01/2013 alle 13:44Grazie per l’abbraccio carissima Ely, che contraccambio con tutta la mia forza.
Era da giorni che Tommy voleva provare la coda alla vaccinare… e ne continuava a parlare da quando l’ha vista da Elly.
Buona giornata anche a te.