Carne/ Secondi piatti

Spezzatino piccante

piatto con insalata e spezzatino con habanero affettato in tavola apparecchiata

Quando arriva gennaio e i vetri della cucina si appannano, sul fornello di casa mia compare il coccio. Dentro, quasi sempre, c’è uno spezzatino. Lo spezzatino piccante è il mio piatto invernale per eccellenza. Adoro i piatti che cuociono per ore a fuoco basso. Se poi c’è di mezzo una buona dose di peperoncino, li adoro ancora di più.

La mia versione è semplice. Ho usato muscolo di vitella Chianina e un soffritto di carota, sedano, cipolla e aglio. Poi pomodori pelati e un bicchiere di vino rosso. Le patate vanno nel coccio verso la fine, così diventano morbide senza disfarsi. Il peperoncino è un habanero orange intero, tagliato e messo nel sugo quasi all’inizio. Un secondo habanero, ridotto a striscioline, l’ho sparso sopra il piatto al momento di servire. Vi garantisco che il risultato era piccante davvero.

Lo spezzatino piccante non è un piatto per tutti. Chi ama i sapori forti e decisi ci passa il pane fino a pulire il piatto. Chi ha paura del peperoncino può prepararlo lo stesso, cambiando varietà o dosandolo con più attenzione. Verso la fine dell’articolo trovate qualche idea per una versione più morbida.

Sul blog ci sono già altri due umidi toscani di carne. Il primo è il classico spezzatino con patate alla toscana. Il secondo è lo stufato alla sangiovannese, tipico di San Giovanni Valdarno. È molto speziato e saporito, ma per niente piccante. Lo spezzatino di oggi invece brucia parecchio, e ve lo dice uno che l’ha mangiato fino all’ultimo boccone.

Il nome dice già quasi tutto: carne a pezzi, cotta piano, con il peperoncino. Dietro però ci sono una razza bovina antica, un peperoncino che oggi arriva soprattutto dallo Yucatán e una pentola di terracotta che in Toscana si trova in ogni casa.

Da dove viene la parola spezzatino

La parola viene dal verbo spezzare, che a sua volta nasce da pezzo. Lo spezzatino, alla lettera, è carne ridotta in pezzi e cotta piano. Con questo nome si indicano tante ricette diverse, accomunate da una cottura lenta e lunga. Molti lo chiamano anche stufato, anche se con la stufatura si possono cuocere pure tagli interi.

È una preparazione povera, nata per dare un uso ai tagli troppo duri o troppo grassi. La carne si taglia a cubi di tre centimetri e cuoce sempre con una buona quantità di liquido. Nel nord Italia lo spezzatino è di casa, e fuori dai confini il parente più famoso è il gulasch dell’Europa centro-orientale. In Toscana ogni famiglia ha il suo, quasi sempre con il pomodoro e le patate.

Spezzatino piccante, spezzatino toscano e stufato: che differenza c’è

Lo spezzatino con patate alla toscana è la versione più classica, quella che si trova in quasi tutte le trattorie. Lo stufato alla sangiovannese punta invece sulle spezie. Il sapore è ricco e profumato, ma la bocca non brucia. Poi c’è il peposo, l’umido toscano più focoso della tradizione. Lì però il bruciore viene dal pepe nero, non dal peperoncino.

Nel mio spezzatino piccante c’è un po’ di tutti e tre. Del classico toscano ci sono il soffritto, il vino rosso e le patate. Dello stufato ci sono i chiodi di garofano. Il piccante invece arriva dall’altra parte dell’oceano, con l’habanero.

La carne: il muscolo di Chianina

La Chianina e il Vitellone Bianco IGP

La Chianina è la grande vacca bianca della Val di Chiana. Già Columella, nel primo secolo dopo Cristo, parlava dei tori bianchi dell’Italia centrale, e si riferiva proprio a questa razza etrusca. Oggi la conoscono tutti soprattutto grazie alla bistecca alla fiorentina.

La carne con il marchio Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP viene da tre razze: Chianina, Marchigiana e Romagnola. Gli animali hanno fra i 12 e i 24 mesi, e la carne è magra e saporita. Per uno spezzatino non serve per forza il marchio IGP. Serve un buon macellaio che vi dia il taglio giusto.

Perché proprio il muscolo

Il muscolo è la parte bassa della zampa, quella che l’animale muove di più. È pieno di tessuto connettivo e di nervetti. Sulla griglia diventerebbe duro come una suola. Con tre ore nel coccio, invece, il collagene si trasforma in gelatina. La carne si sfilaccia con la forchetta e il sugo diventa denso e lucido. Se non trovate il muscolo, potete usare la guancia o la spalla.

L’habanero orange, il peperoncino di questo spezzatino

Quanto è piccante l’habanero

L’habanero è una cultivar di Capsicum chinense. Sulla scala Scoville si colloca fra 100.000 e 350.000 unità. Gli spagnoli lo diffusero così tanto che i botanici del Settecento lo credettero originario della Cina. Da qui il nome latino. Oggi il maggior produttore al mondo è la penisola messicana dello Yucatán. Se volete conoscere altre varietà, sul blog c’è la nostra lista dei peperoncini.

Il bruciore dell’habanero non arriva subito. Sale nel giro di qualche minuto e poi dura a lungo. Lo sa bene chi assaggia il sugo dal cucchiaio, dice che non è poi così forte e dopo un minuto cerca il pane.

Uno nel sugo e uno sopra il piatto

I due habanero hanno due compiti diversi. Con una cottura lunga l’habanero perde gran parte del suo profumo di frutta tropicale e di agrumi, ma il piccante resta intatto. Quello nel sugo quindi dà il fuoco. Quello crudo a striscioline, sparso sopra alla fine, riporta nel piatto il profumo fruttato. 

La capsaicina, la sostanza che dà il piccante, si scioglie poco in acqua e molto nei grassi. Nello spezzatino l’olio del soffritto la raccoglie e la distribuisce in tutto il sugo. Per questo ogni boccone brucia allo stesso modo, anche quello senza pezzetti di peperoncino.

Quando tagliate un habanero, mettete i guanti. Chi lo conosce bene consiglia anche un paio di occhiali, per ripararsi dagli schizzi. Una lettrice del blog mi raccontò che, dopo averlo tagliato a mani nude, le mani le bruciavano ancora il giorno dopo.

piatto con insalata e spezzatino con habanero affettato

Il coccio e la cottura lenta

Io uso il coccio toscano, la pentola di terracotta delle nonne. La terracotta si scalda piano e distribuisce il calore in modo uniforme. Il sugo sobbolle appena e non si attacca sul fondo. Sul fornello a gas conviene mettere sotto una retina spargifiamma.

Si parte da un bel fondo d’olio e da un battuto grossolano. Poi rosolo la carne finché l’acqua che rilascia non evapora del tutto. Dopo aggiungo il vino, il pomodoro, i chiodi di garofano e l’habanero. Da lì servono circa un’ora e mezza a fuoco lento, con un mestolo di brodo quando il sugo si asciuga troppo. Le patate vanno nel coccio per ultime e cuociono nel sugo finché diventano morbide. In tutto ci vogliono circa tre ore, ma quasi tutte senza fare niente. La ricetta completa con le dosi la trovate nella scheda qui sotto.

La sera in cui ho pianto davanti allo spezzatino piccante

Un’amica mi fece la domanda che tutti avevano in testa. Voleva sapere se avevo mangiato anche l’habanero messo sopra per decorare. La risposta è sì. Uno dentro e uno sopra a pezzetti, tutti e due.

Ammetto che ho pianto. Alla fine avevo le papille completamente bruciate. Però sono testardo, e lasciare il peperoncino nel piatto per me era una questione di principio. Era una sfida a due: o lui o io. Quella volta ho vinto io, anche se è stata dura.

In quei giorni avevo pure la febbre. Qualcuno scherzò che con tutto quel peperoncino avrei dovuto sconfiggere ogni virus in circolazione. Non è andata proprio così, ma nel piatto non è rimasto niente.

Come rendere lo spezzatino meno piccante

Se l’habanero vi spaventa, mettetelo nel sugo intero, senza tagliarlo, e toglietelo dopo mezz’ora. Il sugo si profuma e il piccante resta leggero. Potete anche togliere i semi e i filamenti bianchi interni, dove si concentra gran parte del bruciore.

Un’altra strada è cambiare peperoncino. Un peperoncino calabrese dà un bruciore più leggero e senza la nota fruttata. Se a tavola ci sono gusti diversi, cuocete lo spezzatino senza peperoncino e portate in tavola l’olio piccante. Così ognuno lo dosa da solo. Per un sapore più nordafricano, sciogliete nel sugo un cucchiaino di harissa.

E se avete esagerato? Bere acqua serve a poco, perché la capsaicina non si scioglie bene in acqua. Il pane aiuta a portarla via dalla bocca in modo meccanico. Il latte invece la scioglie grazie ai grassi che contiene, e lo stesso vale per lo yogurt e gli altri latticini.

Con cosa servire lo spezzatino piccante

Io lo servo con un’insalata fresca, come nelle foto. Le foglie croccanti danno un po’ di sollievo fra un boccone e l’altro. Poi ci vuole pane toscano, quello senza sale, per raccogliere il sugo. Come tutti gli umidi, il giorno dopo è ancora più buono.

Se vi piacciono le carni cotte a lungo, sul blog trovate anche la coda di bue in umido e la coda alla vaccinara.

Qui su Nonsolopiccante il peperoncino non è mai una decorazione. In questo spezzatino è il protagonista, dentro il sugo e sopra il piatto. Se lo preparate con l’habanero, ricordatevi i guanti e mettete il pane vicino al piatto.

piatto con insalata e spezzatino con habanero affettato in tavola

Spezzatino piccante

Tommy
Lo spezzatino piccante è solo per chi ama i sapori forti e decisi.
5 da 3 voti
Preparazione 15 minuti
Cottura 3 ore
Tempo totale 3 ore 15 minuti
Portata Secondo piatto
Cucina Italiana
Porzioni 4 persone
Calorie 916 kcal

Ingredienti
  

  • 1 kg di muscolo di vitella Chianina
  • 300 g di pomodori pelati
  • 1 cucchiaino di concentrato di pomodoro
  • 1 carota
  • 1 costa di sedano
  • 2 cipolle bianche
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 bicchiere di vino rosso
  • 3 patate
  • 4 chiodi di garofano
  • 250 ml di brodo di carne
  • 30 ml d'olio evo
  • sale
  • pepe
  • 1 habanero orange oppure altro peperoncino

Istruzioni
 

  • Fate scaldare 8 cucchiai d’olio sul fondo di un coccio toscano. Quando sarà caldo aggiungete un battuto grossolano di carota, sedano, cipolla e aglio e fate soffriggere per alcuni minuti.
  • Aggiungete adesso la carne tagliata a cubetti e rosolate fin quando l’acqua non sarà tutta evaporata. A questo punto bagnate con il vino e fate evaporare.
  • Aggiungete i pomodori pelati e i chiodi di garofano, il concentrato e l’habanero tagliato. Aggiustate di sale e pepe.
  • Cuocete a fuoco lento per 1 ore e 30 minuti aggiungendo il brodo di carne quando lo richiede.
  • Aggiungete infine le patate pelate e tagliate a tocchetti e fate cuocere fin quando non risulteranno morbide.
  • Servite accompagnando con insalata fresca.
    Spezzatino piccante 1

Nutrition

Calorie: 916kcalCarboidrati: 41gProteine: 48gGrassi: 57gGrassi saturi: 20gGrassi polinsaturi: 2gGrasso monoinsaturo: 27gGrassi trans: 3gColesterolo: 178mgSodio: 561mgPotassio: 1714mgFibre: 6gZucchero: 7gVitamina A: 2798IUVitamin B1: 0.3mgVitamin B2: 1mgVitamin B3: 13mgVitamin B5: 2mgVitamin B6: 1mgVitamin B12: 5µgVitamina C: 44mgVitamin D: 0.3µgVitamin E: 3mgVitamin K: 17µgCalcio: 113mgFerro: 7mg
Keyword carne, peperoncino, spezzatino
Tried this recipe?Let us know how it was!

Bibliografia

Spezzatino piccante

 

Potrebbe interessarti

8 Commenti

  • RIspondi
    Raffi
    29/01/2014 alle 11:27

    arrivo a prenderne una porzioneeeeeeeee!!!

    • RIspondi
      Tommy
      29/01/2014 alle 12:02

      5 stars
      ok, ti spetto per pranzo 🙂

  • RIspondi
    delizia divina
    28/01/2014 alle 18:08

    piatto appetitoso!

  • RIspondi
    Elly
    27/01/2014 alle 20:45

    Senti Tommy… io ricordo quando preparai per il tuo contest l’ajo ojo e peperoncino habanero… e non avendo indossato i guanti il giorno dopo le mie mani ancora bruciavano (giuro, non dico per scherzo)… e quel piatto era delizioso, ma l’habanero l’ho tolto tutto, era rimasto solo l’aroma. Mo tu me devi dì: ma ti sei mangiato anche quello per guarnire? Perché a questo punto tu per me si un alieno. E poi con tutto sto peperoncino avresti dovuto debellare tutti i virus influenzali che stanno in giro… (ma mi sa che tu ormai… ti sei vaccinato, ma dal peperoncino, visto che hai la febbre!)… Pero, però… con un zinzinino di peperoncino in meno… è un piatto fa-vo-lo-so!

    • RIspondi
      Tommy
      28/01/2014 alle 11:25

      5 stars
      Sono malato … nel senso che ho veramente mangiato quello spezzatino con un habanero dentro e uno sopra a pezzetti… ammetto di aver pianto ma testardo come sono mai e poi mai lo avrei lasciato nel piatto. E’ un fatto di principio e io ho SANI principi MORALI … uno di noi due è di troppo, quindi o lui o me 🙂 Per questa volta ho vinto io anche se ammetto che è stata dura. Penso di avere le papille completamente bruciate dal peperoncino…

  • RIspondi
    Ely
    27/01/2014 alle 17:46

    Che acquolina, Tommy caro..! Lo mangerei a merenda.. è qualcosa di unico! 😀 Complimenti e un bacio alla mia dolce Ila. <3

  • 5 from 3 votes

    Lascia un commento

    Valutazione ricetta