
Babà al rum: un dolce polacco, cresciuto in Francia, diventato napoletano
Il babà al rum è uno dei miei dolci preferiti, e credo di sapere perché. Non è un dolce che si mangia, è un dolce che quasi si beve. Quando lo tagli con il cucchiaino la pasta cede senza resistenza e lascia andare lo sciroppo, e quello che arriva in bocca sta a metà fra un pane dolce e un liquore. Nessun altro dolce italiano fa questa cosa qui.È anche uno dei pochi che non nasce dove pensi. Chiedi in giro e ti diranno tutti Napoli. La verità è più lunga e passa per la Polonia, la Lorena e Versailles.
Un dolce che viene dall’Est
La parola arriva dal mondo slavo, e questa è la spiegazione più solida che abbiamo. In Polonia esiste da secoli la babka, un lievitato alto cotto in uno stampo scanalato, che si prepara per le feste comandate e soprattutto per la Pasqua. Il termine indica anche la nonna, la vecchia, e qualcuno racconta che la forma svasata del dolce richiami una gonna.
In tutta l’Europa del nord lo stesso dolce gira sotto il nome di kugelhupf, con mille grafie diverse.Poi comincia la leggenda, e conviene chiamarla per quello che è.La versione che trovi ripetuta ovunque riguarda Stanislao Leszczyński, re di Polonia detronizzato due volte, che finisce i suoi giorni in Francia come duca di Lorena con corte a Lunéville. Il racconto dice che trovava il kugelhupf troppo asciutto, e che un giorno lo fece inzuppare in un vino liquoroso.
Da lì nascerebbe il babà. Sul liquido però le fonti litigano fra loro: chi dice Tokaj, chi Malaga, chi Madeira. Una variante più teatrale racconta che il re, spazientito, avrebbe scagliato il dolce sul tavolo dove per caso si sarebbe imbevuto.C’è anche la storia del nome. Stanislao avrebbe battezzato il dolce “Ali Babà” per omaggiare Le mille e una notte, che stava leggendo in quei giorni.
È un aneddoto delizioso e non ha nessun riscontro documentario, mentre l’etimologia dal polacco babka spiega tutto senza bisogno di re né di libri.Quello che invece regge è il passaggio successivo. Il pasticcere Nicolas Stohrer seguì a Versailles Maria Leszczyńska, figlia di Stanislao, quando questa sposò Luigi XV. Da lì il dolce entrò nella pasticceria francese, e Stohrer aprì poi a Parigi una bottega che porta ancora il suo nome. Il rum arriva dopo, e sostituisce i vini liquorosi delle origini.
Come il babà al rum è diventato napoletano
A Napoli il babà entra dalla porta principale, cioè dalla corte.Nel 1768 Maria Carolina d’Asburgo arriva in città come sposa di Ferdinando IV di Borbone. Porta con sé i gusti della sua educazione, che sono mitteleuropei e soprattutto francesi, e in pochi anni l’aristocrazia napoletana si adegua. Le grandi case cominciano ad assumere cuochi francesi, e la parola monsieur diventa in bocca ai napoletani monsù. Quei cuochi comandavano brigate intere e godevano di un prestigio enorme.
Erano loro a decidere cosa comparisse sulle tavole che contavano.I monsù portarono il babà. I pasticceri napoletani se lo presero e lo cambiarono.Il cambiamento più visibile riguarda la forma. Il dolce francese resta una ciambella grande, da tagliare a fette. Napoli lo rimpicciolisce e gli dà la forma a fungo, con il gambo stretto e la testa larga, cioè la forma della porzione singola che si compra al banco e si mangia in piedi. Cambia anche il ruolo sociale del dolce: da pasticceria di corte diventa pasticceria di tutti. Ed è a quel punto che il babà smette di essere francese.
Che l’adozione sia stata completa lo dimostra la lingua. A Napoli «si’ nu babbà» è un complimento, si dice a una persona buona, dolce, di cui non puoi fare a meno. Nessuno dice a qualcuno che è un kugelhupf.
Babà, savarin, kugelhupf: tre parenti che si somigliano
Confondere questi tre dolci è facile, e la differenza sta più nella forma e nella bagna che nell’impasto. Il kugelhupf è l’antenato, si mangia asciutto e spesso porta uvetta e mandorle. Il savarin nasce a Parigi nell’Ottocento, usa una pasta parente e prende la forma di una grande ciambella, di solito farcita al centro con crema e frutta. Il babànapoletano è il più piccolo dei tre, si fa in porzione singola e chiede di essere inzuppato fino al midollo. La regola pratica per riconoscerli è semplice. Se lo tagli e non cola niente, non è un babà.
Perché il babà al rum è un dolce da pomeriggio libero
Non voglio raccontarti che è veloce, perché non lo è. L’impasto va lavorato a lungo, e chiede uova e burro in quantità che al primo colpo sembrano sbagliate. Resta appiccicato alle mani per un tempo lunghissimo, e in quel momento tutti pensano di aver rovinato tutto. Poi la maglia glutinica si forma, l’impasto diventa elastico e comincia a staccarsi da solo dalle pareti della ciotola. Quello è il segnale, e prima di quel segnale non c’è niente da fare se non continuare.
Poi ci sono le lievitazioni, che sono tre, e nessuna si può accorciare guardando l’orologio.Il secondo punto delicato è la bagna, e qui si gioca la partita.

Sciogliete lo zucchero nell’acqua con la scorza di limone e togliete dal fuoco. Il rum entra a sciroppo freddo, poi inzuppate sul serio: appoggiate il babà su una gratella, mettete sotto un recipiente e bagnatelo più volte con un ramaiolo, finché non assorbe più niente. Spennellare la superficie non serve a nulla. Un babà bagnato a metà è un dolce mancato, e si capisce al primo cucchiaino.
Tutte le fasi si possono fare a mano, esattamente come le facevano le nonne. Con un’impastatrice però il lavoro diventa molto più sopportabile, soprattutto nella parte lunga con le chiare e i tuorli.
Varianti
Chi resta fedele alla tradizione napoletana si ferma al babà nudo, bagnato e basta, servito da solo. Le deviazioni possibili però sono tante, e quasi tutte funzionano.
La più comune riempie il foro centrale con crema chantilly (italiana), che potete profumare con lo stesso rum della bagna. Sopra ci stanno bene fragole, more, ribes e scaglie di cioccolato fondente. Chi vuole restare più asciutto usa crema pasticcera e basta. Nella versione dei bar napoletani il babà arriva spesso con panna montata e amarena sciroppata.

Sul liquore c’è più libertà di quanto sembri. Il rum scuro resta la scelta classica e dà il profumo che tutti riconoscono, ma il limoncello funziona bene in estate, e con lo sciroppo al mandarino ottenete un dolce più gentile, adatto anche ai bambini.
E siccome qui non siamo solo piccanti, ma un po’ piccanti lo siamo sempre: provate a mettere mezzo peperoncino secco nello sciroppo mentre si raffredda, e a toglierlo prima di usarlo. Il rum e il peperoncino lavorano sulla stessa zona del palato, quel calore che resta dopo. Non è tradizione napoletana e non lo sarà mai. Ma su un dolce così alcolico ci sta molto meglio di quanto immaginiate.
Come sempre, vi lascio un po’ di fonti:
- Gambero Rosso, Babà: storia e leggenda del dolce napoletano nato in Francia ·
- Storie di Napoli, La storia del babà, il dolce che lega Napoli, Francia e Polonia ·
- AIFB, La cucina napoletana e le sue origini aristocratiche
Babà al rum
Ingredienti
Babà
- 360 g di farina di forza
- 100 g di burro
- 5 uova
- 50 g di zucchero
- 15 g di lievito di birra
- 20 ml d'acqua
- qb sale
Bagna
- 1 l d'acqua
- 350 g di zucchero
- 1 bicchiere di rum
- qb scorza di limone
Crema al rum
- 250 ml di latte
- 2 uova
- 40 g di zucchero
- 30 g di farina
- 180 ml di panna montata
- 1 cucchiaio di rum
Decorazione
- 50 g di cioccolato fondente
- 10 fragole
- 5 more
- qb ribes, qualche rametto
Istruzioni
- Sciogliete il lievito di birra nell’acqua tiepida con un cucchiaino di zucchero. Unite 45 g di farina e amalgamate bene. Lavorate poco, fino a una pallina morbida ma non appiccicosa.
- Immergete l’impasto in una ciotola d’acqua a temperatura ambiente. Aspettate che salga in superficie, servono 10-15 minuti. A quel punto il lievito è attivo.
- Separate i tuorli dagli albumi. In un piatto rompete gli albumi con un pizzico di sale, senza montarli troppo.
- Strizzate leggermente il lievito e mettetelo in una ciotola capiente. Con una frusta lavorate energicamente, alternando una parte delle chiare a un cucchiaio di farina. Continuate finché le chiare non finiscono. Lavorate a lungo, 10-15 minuti a mano oppure 7-8 con l’impastatrice. L’impasto deve risultare liscio e abbastanza appiccicoso. Fate lievitare in luogo tiepido fino al raddoppio.
- Incorporate i tuorli uno alla volta, alternandoli a una cucchiaiata di farina. Aspettate che il tuorlo sia assorbito prima di unire il successivo. Prima dell’ultimo uovo unite lo zucchero rimasto, e alla fine il sale. Lavorate almeno 10 minuti, se serve su una spianatoia infarinata.
- Unite il burro ammorbidito, non in pomata, pochi pezzetti alla volta. Aspettate che ogni pezzetto sia assorbito prima di aggiungere il resto. Finito il burro unite la farina rimasta e lavorate ancora. L’impasto diventa sempre più elastico e si stacca facilmente dalle mani.
- Trasferite l’impasto in una ciotola grande. Coprite con pellicola bucherellata e fate lievitare fino a triplicare il volume.
- Con le dita infarinate rovesciate l’impasto sulla spianatoia. Date un giro di pieghe: prendete un lembo, allungatelo e portatelo verso il centro. Alla fine rovesciate l’impasto e dategli una forma rotondeggiante.
- Mettete l’impasto nello stampo da babà ben imburrato. Fate lievitare al riparo da correnti e sbalzi di temperatura, finché non supera il bordo.
- Cuocete in forno statico preriscaldato a 200°C, nella parte bassa. Dopo 10 minuti abbassate a 180°C e coprite la superficie con un foglio di alluminio. Così la parte che esce dallo stampo non brucia. Continuate altri 15-20 minuti. Controllate l’interno con uno stecchino, la superficie deve risultare ben dorata. Sfornate e fate raffreddare del tutto.
- Preparate la bagna. Scaldate l’acqua con la buccia di limone e sciogliete lo zucchero mescolando di continuo. Togliete dal fuoco, fate raffreddare e unite il rum. Appoggiate il babà su una gratella con sotto un recipiente. Con un ramaiolo bagnate più volte tutta la superficie, finché il dolce non risulta completamente inzuppato.
- Preparate la crema pasticcera con il latte, le uova, lo zucchero e la farina. Fatela raffreddare in frigorifero con la pellicola a contatto, così non fa la crosta.
- Unite il rum alla crema e mescolate bene. Montate la panna ben ferma e unitela alla crema, mescolando delicatamente dall’alto verso il basso.
- Riempite il foro centrale del babà con la chantilly al rum. Decorate a piacere. Gli autori hanno usato fragole, more, ribes e scaglie di cioccolato fondente.
Note
Nutrition











38 Commenti
Silvia
18/09/2012 alle 09:01Grazie mille!!!!!!
Silvia
17/09/2012 alle 10:28L’ho fatto questo venerdì e volevo dirti che FINALMENTE la ricetta di babà che ho sempre sognato!!!!!!!!!!!
Grazie, davvero…dire che è strepitoso non rende l’idea….Fantastico, soffice come nessun’altra ricetta!
Unico mio neo: ho usato lo stampo in silicone che non ha retto molto lo strabordare meraviglioso del”impasto. Ma tu che misura di stampo usi per queste dosi?
Grazie ancora
Silvia
Tommy
17/09/2012 alle 13:48Ciao Silvia, benvenuta!
Sono davvero felice che il babà sia venuto bene. E’ una ricetta impegnativa e lunga ma i risultati ripagano ampiamente lo sforzo, non trovi?
Adesso non ricordo la misura dello stampo, questa sera ti faccio sapere con precisione. Comunque è un classico stampo da kugelhopf… anche a noi ha strabordato di tre o quattro cm…
Tommy
17/09/2012 alle 21:57Ecco le misure: stampo da kugelhopf diametro 24 cm, altezza 12 🙂
elly
08/08/2012 alle 13:30Ragazzi ma è una presentazione strepitosa, degna di un grande chef a 5 stelle! Uno spettacolo! Mano mano che la leggevo sentivo salire l’acquolina in bocca…. Vi auguro di vincere il contest… strameritato!!! Un bacione!!
Ilaria
14/08/2012 alle 07:40Ciao tesoro. Sei troppo gentile…
Incrociamo le dita… 🙂
ste
01/08/2012 alle 02:09la ricetta e’ bella e BEN spiegata, sei stato un po’ rabbino sulla decorazione rispetto al baba’, ma ce la possiamo fare……
Aspettando il miglior ebook di sempre
ste
Tommy
01/08/2012 alle 14:07Ah ah ah!! Ma lo sai che sono di braccino corto 🙂
Se sarà il migliore e book non lo so… sicuramente è quello dove si ingrassa di più 🙂
Guarda che le foto non sono male… sempre a bubare te e quell’altra bollita!!! E a me piace anche il piatto con la ricotta cotta in forno! E’ BELLISSIMO 🙂
Ciao omone, ci si vede alla locanda la prossima sett!
Ilaria
31/07/2012 alle 22:44Mamma che bontà… me lo divorerei 😀 un abbraccio
Cucina che ti passa - Rumi-
31/07/2012 alle 18:59Ma che maravigliaaa!! e che passo passo fantastico ragazzi!!
a voi nessuno vi batte credetemi!!! Siete stati bravissimi!!
bacioniii
Mary
31/07/2012 alle 12:24Per quanto mi riguarda avete già vinto ! Ricetta fantastica e foto strepitose..che voglia di babà che mi avete fatto venire..e pensare che fino a 5 minuti fa avevo voglia di pizza 😀 !
Un bacio grande !
Tommy
31/07/2012 alle 12:53Uh! Grazie 😉 Beh, ora che mi ci fai pensare una pizza però mi andrebbe!!!
Un abbraccio e una buona settimana!
ombretta
30/07/2012 alle 18:23Pensi che tu abbia reso proprio bene il senso di questo contest:) e poi e’ davvero strepitoso il baba” !!!!
Baci
Tommy
31/07/2012 alle 12:52Grazie mille, è stato veramente divertente e piacevole vedere quel fungone cuocere in forno 🙂
giovanna
30/07/2012 alle 17:10mamma mia che meraviglia viene da svenireeeeee
Tommy
31/07/2012 alle 12:51Grazie!!!
2 Amiche in Cucina
30/07/2012 alle 15:32che foto spettacolari, viene voglia di prendere una fetta di babà, in bocca al lupo per il contest, a presto
Tommy
31/07/2012 alle 12:50Crepi il lupo 🙂
Purtroppo il babà è finito rapidamente… ma la prossima volta te ne lascio una fetta, promesso!
carla
30/07/2012 alle 11:16meraviglioso!!!!
Adoro le vostre ricette passo-passo!!!
In bocca al lupo per il contest
ciao
Tommy
31/07/2012 alle 12:50Grazie 🙂 La ricetta è molto lunga e ho pensato che spiegare tutti quello che ho fatto sarebbe stato carino.
Crepi il lupo 🙂
ELENA
30/07/2012 alle 10:33che buono complimenti ha una presentazione spettacolare complimenti
Tommy
31/07/2012 alle 12:48Come si dice… mi ci son messo di buzzo bono 🙂
Un abbraccio
Claudia
30/07/2012 alle 10:17Ossignur!!!! non ho mai fatto il babà.. ma quelle poche volte che l’ho mangiato son rimasta estasiata!!!! E’ così bello quello che hai realizzato.. baci e buon lunedì .-)
Tommy
31/07/2012 alle 12:46Io lo preparo spesso, è un dolce che adoro! La lievitazione ha superato anche le mie aspettative… sembrava un fungo gigantesco 🙂
Buona settimana!
Chiara
30/07/2012 alle 07:00una ricetta sontuosa spiegata alla perfezione, grazie!Buona settimana..
Tommy
31/07/2012 alle 12:45Grazie 1000 carissima!! Buona settimana anche a te!
iva
30/07/2012 alle 00:49Un classico sempre super delizioso!
Tommy
31/07/2012 alle 12:45Io ne vado matto…
Renata
29/07/2012 alle 23:00Che meraviglioso reportage per una ricetta MAGNIFICA
Complimenti!!!!!!!!!!!!!! Bravissimi!!!!!!!!!!!
Tommy
31/07/2012 alle 12:45Abbiamo fatto davvero un sacco di foto… ci siamo divertiti un sacco e questo è quello che conta!
Ely
29/07/2012 alle 22:49NNNooo.. ho sempre voluto farlo ma non ho mai avuto il coraggio… dopo aver visto quanto è bello il vostro non credo di poter mai competere!! Buon inizio di settimana!
Tommy
31/07/2012 alle 12:43E’ un dolce impegnativo ma si può fare tranquillamente!!
Grazie cara, buona settimana
Caro
29/07/2012 alle 22:45fantasticooo!!! 🙂 deve avere un sapore favoloso!! 😉 un bacione, buona settimana! 🙂
Tommy
30/07/2012 alle 17:23Davvero, come piace a me, bello liquoroso!
Buona settimana
grazia
29/07/2012 alle 22:11Ciao,una delizia per il palato questo babà… grazie per il passo passo…da provare ..buona settimana
Tommy
30/07/2012 alle 17:22Ogni tanto mi viene voglia di babà e mi metto all’opera! Certo, il lavoro è lungo … ma ne vale la pena!
Buona settimana anche a te!
cucina di barbara
29/07/2012 alle 21:26Lo posso dire? tanto mica giudico io….STUPENDA!
Ti ho appena inserito, baci!
Tommy
30/07/2012 alle 17:21Ma grazie!! E’ stato un lavoro lungo ma ci siamo divertiti un sacco!
A presto!