
A casa mia la terrina di fegatini è arrivata tardi, dopo anni e anni di crostini neri. In Toscana i fegatini di pollo compaiono in ogni festa. A Natale, a Pasqua e ai pranzi della domenica con i parenti, il vassoio dei crostini arriva sempre per primo. Il pane tostato, la salsa scura spalmata sopra, qualche goccia di brodo per ammorbidire la fetta. Chi viene da fuori di solito lo assaggia con un po’ di sospetto, poi allunga la mano per il secondo.
Qualche anno fa ho cominciato a vedere la terrina nei menu di alcuni ristoranti. Una fetta compatta, servita nel piatto con un po’ di insalata e una salsa accanto. Al primo assaggio ho riconosciuto il sapore di casa. Era il crostino nero, con una forma diversa.
Così ho provato a rifarla anch’io, partendo dalla salsa che preparo da sempre per i crostini. I fegatini si rosolano con aglio, salvia e acciughe, poi si passano fino a ottenere un paté. Cambiano la forma e la cottura. Al composto si aggiunge un albume, si versa tutto in uno stampo e si cuoce in forno. Quando la terrina è tiepida si sforma e si taglia a fette o a cubetti. Serve solo un po’ di attenzione mentre si prepara l’impasto base. Il paté deve venire abbastanza sodo. Se resta troppo liquido, dopo la cottura non si riesce ad affettare e si sbriciola sotto il coltello.
Mi piace perché porta in tavola un piatto che in Toscana conoscono tutti, ma lo presenta in un altro modo. Si prepara prima e si serve fredda o appena tiepida. Nel piatto fa una bella figura, anche a una cena con ospiti. Anche chi dice di non amare il fegato, davanti a una fetta ben fatta, spesso cambia idea.
Dal crostino nero alla terrina di fegatini
Il crostino nero è l’antipasto toscano per eccellenza. Ogni famiglia ha la sua versione e ognuno giura che quella giusta sia la propria. C’è chi aggiunge i capperi, chi la milza. C’è chi sfuma con il vin santo e chi chiude con una noce di burro. Il pane invece è sempre lo stesso: pane toscano senza sale, tagliato a fette e tostato.
La terrina nasce da quella stessa salsa. Io non ho toccato il sapore di partenza, ho solo cambiato il modo di servirla. Sul crostino il paté si spalma. Nella terrina si affetta, si mangia con la forchetta e si accompagna con quello che si vuole.
Cos’è una terrina
La parola viene dal francese. La terrine era il recipiente di terracotta in cui si cuocevano carni, fegato e selvaggina. Col tempo il nome è passato alla preparazione. Le terrine classiche cuociono a lungo a bagnomaria e restano in frigo qualche giorno prima di arrivare in tavola.
La mia versione è molto più veloce. L’albume lega il composto e in forno si rapprende. Bastano venti minuti a 180 °C. La base resta toscana, la forma viene dalla cucina francese.
La consistenza giusta della terrina di fegatini
Pulire bene i fegatini
Il lavoro comincia dal tagliere. Dai fegatini va tolto tutto il grasso, insieme ai filamenti duri. Bisogna guardare con attenzione anche i residui di fiele, quelle piccole parti verdastre. Basta un pezzetto dimenticato per rendere amaro tutto il paté.
Un impasto sodo
Quando i fegatini sono rosolati, il fondo della padella deve essere ristretto, non brodoso. Un paté troppo morbido in forno non si rassoda abbastanza. Meglio che venga un po’ più denso di quello per i crostini. L’albume si aggiunge solo alla fine, mescolando bene perché si distribuisca in tutto il composto.
Sformare e tagliare
Appena sfornata la terrina è ancora delicata. Conviene lasciarla intiepidire un poco nello stampo e poi sformarla. Io la taglio con un coltello a lama liscia, pulendolo tra una fetta e l’altra. Così i bordi restano netti.
Come servire la terrina di fegatini
Si può servire con una salsa al porro, delicata e un po’ dolce. Accanto ai fegatini è un bell’abbinamento, perché ammorbidisce il sapore deciso del fegato. Va bene anche con insalata e pomodori freschi, che portano freschezza e un po’ di acidità.
Chi non vuole rinunciare al pane può accompagnarla con fette di pane toscano tostato. Nel bicchiere ci sta bene un rosso toscano giovane. Tagliata a cubetti e infilata su uno stecchino, la terrina diventa anche un antipasto da aperitivo.
Si può preparare in anticipo?
Sì, ed è uno dei suoi vantaggi. Una volta fredda, la terrina si copre bene e si conserva in frigorifero per un paio di giorni. Conviene tirarla fuori una mezz’ora prima di servirla. A temperatura ambiente il sapore si sente di più e la fetta risulta più morbida.
Varianti della terrina di fegatini
Su questa base si può cambiare parecchio. Un goccio di vin santo nel composto porta una nota dolce, molto toscana. Una manciata di pistacchi o di nocciole tritate aggiunge qualcosa di croccante. Qualcuno la serve con una composta di fichi, che col fegato sta benissimo. Per una cena con ospiti si possono usare stampini monoporzione. Ognuno trova la sua terrina nel piatto, senza bisogno di tagliare.
La nota piccante
Un pezzetto di peperoncino nel soffritto, insieme all’aglio e alla salvia, scalda il sapore dei fegatini senza coprirlo. Provatelo almeno una volta.
Terrina di fegatini
Ingredienti
- 300 g di fegatini di pollo
- 1 albume
- 1 cucchiaio di pinoli
- 1 cucchiaio d'uvetta
- 1 cucchiaio di capperi sotto aceto
- 5 acciughe sotto sale
- 5 foglie di salvia
- 2 spicchi d'aglio
- 1 bicchiere di brodo vegetale
- 1 porro
- 1 bicchierino di vin santo
- q.b. sale
- q.b. pepe
- q.b. olio evo
Istruzioni
- Pulite accuratamente i fegatini di pollo togliendo tutto il grasso, i filamenti duri ed eventuali residui di fiele.
- Soffriggete in olio d’oliva gli spicchi d’aglio divisi a metà, le foglie di salvia e le acciughe sfilettate. Aggiungete i fegatini e rosolate bene girando spesso.
- Sfumate con metà vin santo e quando sarà evaporato aggiungete metà brodo continuando la cottura.
- Togliete dal fuoco, aggiungete i capperi e riducete a paté. Rimettete sul fuoco aggiungendo quasi tutto il brodo rimasto (lasciatene solo qualche cucchiaio per la salsa al vin santo). Aggiustate di sale e pepe e portate a cottura. Fate poi raffreddare il composto.
- Nel frattempo pulite il porro, tagliatelo a rotelle e fate appassire in un fondo d'olio. Cuocete a fiamma bassa aggiungendo un po' di brodo. Aggiustate di sale e pepe. Due minuti prima di togliere dal fuoco aggiungete i pinoli e l'uvetta che avrete ammollato per un'ora in acqua tiepida e sfumate con il vin santo rimasto.
- Riprendete il paté di fegato e aggiungete l’albume. Mescolate bene. Trasferite il composto in uno o più stampi.
- Fate cuocere a 180°C per 20 minuti. Sfornate e fate leggermente intiepidire. Sformate dallo stampo e tagliate la terrina in pezzetti. Servite con la salsa al porro.
Note
Nutrition






36 Commenti
Marisa
03/12/2015 alle 17:37Quasi quasi ci faccio un pensierino 😉 Un bacione cara
Ilaria
09/12/2015 alle 22:52Non te ne pentiresti… 🙂
Buona notte.
LAURA
01/12/2015 alle 21:25Complimenti che raffinata rivisitazione!!!
Baci
Ilaria
03/12/2015 alle 13:07Grazie! Ogni tanto bisogna intaccare anche le tradizioni più vecchie… 🙂
delizia divina
30/11/2015 alle 21:55che bella ricetta!!!
Ilaria
01/12/2015 alle 13:15Grazie per la visita!!
Daniela
30/11/2015 alle 14:28Il crostino toscano mi piace moltissimo e questa tua terrina la trovo molto gustosa.
Un bacio e buona settimana 🙂
Ilaria
01/12/2015 alle 13:15Io ho un vero e proprio amore per i crostini toscani. Non mi vengono mai a noia…
Buona settimana anche a te.
Vale
25/11/2015 alle 21:57da buona toscana i fegatini nella mia cucina entrano spesso, non solo per i classici e amati crostini…! Questa ricetta la salvo ! Un bacio
Ilaria
26/11/2015 alle 13:27Ultimamente mi è capitato di vedere sempre più spesso la terrina in alcuni ristoranti fiorentini. Chissà che non stia diventando una nuova moda… 😉
Cucina che ti passa - Tania
25/11/2015 alle 17:20Voi mi volete proprio prendere per la gola! ogni volta che vengo in toscana non posso rinunciare ai crostini di fegatini di pollo (che poi i fegatini riesco a mangiarli sono in toscana) ma fatti così, cavolo, la farei scomparire in un lampo questa teglia!
bravissimi!!!
Ilaria
26/11/2015 alle 13:25Se mi mettessi a pensare agli ingredienti con i quali sono fatti finirei per non mangiarli… 🙂 Ma mi piacciono talmente tanto i classici crostini neri che ne mangerei a tonnellate!
La terrina è un modo un po’ nuovo di portarli in tavola che si comincia a vedere in sempre più locali di Firenze.
Enza
24/11/2015 alle 23:00bella presentazione…complimenti!!
Ilaria
26/11/2015 alle 13:21Grazie cara.
Buona giornata.
Laura De Vincentis
23/11/2015 alle 15:57Una vera e propria delizia, molto chic perfetta per le feste. Buona serata
Ilaria
24/11/2015 alle 13:03Grazie!! Mi sa che dobbiamo farci un pensierino per le prossime feste… 🙂
miss mou
20/11/2015 alle 14:22Che idea chic! La vedo bene anche in una serata di capodanno o in una cena speciale.
Ilaria
22/11/2015 alle 16:55Ti assicuro che è ottima per qualsiasi occasione… 🙂
Buona domenica.
ipasticciditerry
19/11/2015 alle 15:17Buoni, li adoro poi li hai preparati in modo davvero raffinato. Bravo
Ilaria
19/11/2015 alle 22:09Grazie Tesoro!!! Un modo un po’ diverso di pensare ai soliti crostini di fegatini toscani.
speedy70
18/11/2015 alle 20:41Molto raffinata questa terrina con i fegatini, la farò a mio marito… si leccherà i baffi!!!
Ilaria
18/11/2015 alle 22:59Davvero un bel pensiero per tuo marito… approviamo la scelta!! 🙂
i pasticci di caty
18/11/2015 alle 18:02Sei divina! Complimenti davvero, una presentazione da vero chef e anche la ricetta! Sempre più brava!
Ilaria
18/11/2015 alle 22:58La ricetta arriva infatti da un vero chef… 🙂
annalisa
18/11/2015 alle 16:35Mi sa che dopo i deliziosi biscottini con farina di riso proverò anche questa tua interessantissima ricetta ..sei un portento cara Ilaria!Un abbraccio ^_^
Ilaria
18/11/2015 alle 22:57Questo piatto l’abbiamo assaggiato da un nostro amico chef che rivisita sempre i piatti classici della tradizione Toscana. Ce ne siamo subito innamorati e dopo aver mangiato la terrina di fegatini da lui un paio di volte ci siamo fatti tentare dal provare a prepararla in casa.
edvige
17/11/2015 alle 15:21Il fegato mi piace molto tagliato sottile e fatto come una bistecchina oppure rigorosamente alla venezia verace ma, i fegatini di pollo non mi piacciono come non mi piace il pollo stesso.
L’unica frattaglia di pollo cucinata in modo particolare sono i durelli (stomaco). Buona la ricetta senz’altro ma scusa, passo. Buona giornata.
Ilaria
18/11/2015 alle 22:56Anch’io passo su alcuni cibi, ma i crostini neri toscani sono un must per noi e a quelli non riesco proprio a dire di no… 🙂
Buona serata!
edvige
18/11/2015 alle 23:48Scusa spero che non te la sia presa li ho assaggiati i famosi crostini…a Castiglione sul Lago (Trasimeno) campeggio La Badiaccia e un crostino anche mangiato la titolare poverina li aveva fatti lei su vecchia ricetta della nonna toscanaccia e me li aveva portati su un qualcosa che li manteneva caldi e ci teneva tanto che una nordista 🙂 li gustasse, sono passati 20anni. Sono stata brava, Ciaooo 😀
Ilaria
19/11/2015 alle 22:08Ma figurati… non pensarci neppure! Sarebbe un disastro se piacessero a tutti le stesse cose. Ben vengano i gusti diversi!!
Un abbraccio.
lory b
17/11/2015 alle 14:54Prendo nota per le vicine festività, piatto raffinatissimo brava come sempre!!
Un abbraccio!!
Ilaria
18/11/2015 alle 22:54Grazie mille tesoro. Anche noi la prepariamo solo in occasioni particolari.
Un bacio.
segreti casalinghi
17/11/2015 alle 14:15davvero gustosa e particolare questa terrina!! bacioni cara buona giornata!!
Ilaria
18/11/2015 alle 22:53Un modo diverso per mangiare i classici crostini toscani… 🙂
Ely
16/11/2015 alle 17:13Che raffinatezza e che presentazione questa terrina! un classico rivisitato in modo molto moderno e fine! Complimenti.. e un abbraccio stretto con sempre vivo, vivissimo affetto <3
Ilaria
17/11/2015 alle 13:23Carissima Ely, che piacere!!
E’ la ricetta di un nostro caro amico chef che rivisita in chiave moderna molti piatti della tradizione toscana. Per questo motivo è sempre un piacere passare dal suo locale per qualche assaggio… 🙂
Un grandissimo abbraccio anche a te.