
La schiacciata all’uva si fa adesso o non si fa. Serve l’uva nera della vendemmia, quella con gli acini piccoli, e quella sta sulla vigna per poche settimane l’anno. Da noi è pasta di pane, uva e zucchero, stesa in due strati sottili.
L’uva nera comincia ad arrivare a settembre e per metà ottobre è già finita. Dev’essere nera e con gli acini piccoli e succosi. Quelli grandi da tavola hanno più polpa e meno succo, e qui il succo è tutto. In Toscana si usa di solito il canaiolo o il sangiovese. Noi abbiamo usato il sangiovese, la stessa uva dalla quale si fa il Chianti, dove da disciplinare deve essere presente fra il settanta e il cento per cento. A settembre è quella che c’è nella vigna. La schiacciata è nata così, con quello che si raccoglieva. Da qualche anno c’è anche chi la fa con l’uva nera senza semi.
Il succo, non la polpa
Nella sostanza è pasta di pane ricoperta di chicchi d’uva e zucchero. In forno il succo si mescola con lo zucchero e si incunea nell’impasto dando al dolce un sapore unico che non somiglia a nient’altro. Il sapore sta a metà fra una focaccia dolce e una torta. Chi l’ha mangiata in Toscana a settembre la riconosce al primo morso.

Ogni famiglia ha la sua
Come tutte le ricette della tradizione, è praticamente impossibile trovarne due identiche. La nostra è sottile e croccante. Nell’impasto c’è l’olio profumato al rosmarino, e fra uno strato e l’altro una manciata di anaci. L’olio al rosmarino non l’abbiamo inventato noi. Nel pan di ramerino fiorentino ci sono le stesse cose: pasta di pane, olio, rosmarino e uva. Ramerino, in Toscana, è il rosmarino. In casa c’è anche la schiacciata di Tommy, più alta e con il doppio dell’uva. Sua nonna la fa diversa da tutti e due.
La snocciolatura, acino per acino
Il marchio di fabbrica è questo: i semi si tolgono da ogni chicco, uno alla volta. È un lavoro certosino e nessuno ve lo impone. Serve a una cosa sola, rispondere a chi storce il naso e dice «non sopporto tutti quei semi». Questa schiacciata i semi non ce li ha. Con l’uva senza semi, naturalmente, questo lavoro salta, e in tanti hanno smesso di snocciolare. Dalla stessa pasta di pane, senza uva e con il sale al posto dello zucchero, viene la schiacciata all’olio.
Schiacciata all’uva
Ingredienti
- 200 g di farina
- 20 g di zucchero
- 125 ml d'acqua tiepida
- 12 g di lievito di birra fresco
- q.b. anaci (semi di anice)
- q.b. olio extravergine d'oliva
- q.b. rosmarino
- 500 g d'uva nera da schiacciata acini piccoli e succosi
- q.b. zucchero semolato per la superficie
Istruzioni
- Fate soffriggere l’olio di semi con il rosmarino, poi lasciatelo intiepidire.
- Nel frattempo dividete a metà i chicchi d’uva nera ed eliminate i semi. È un’operazione facoltativa, ma è quella che fa la differenza al momento di mangiarla.
- Sciogliete il lievito di birra nell’acqua tiepida.
- Mettete la farina a fontana sulla spianatoia, aggiungete lo zucchero e gli anaci. Versate al centro il lievito sciolto nell’acqua e cominciate a impastare, unendo gradatamente l’olio al rosmarino.
- Fate lievitare l’impasto per circa 30 minuti.
- Dividete la pasta in due parti uguali. Stendetene metà in uno strato sottile e disponetela su una teglia oliata.
- Spennellate la superficie con l’olio di semi, aggiungete una manciata di anaci, ricoprite con i chicchi d’uva e cospargete di zucchero semolato.
- Stendete l’altra metà della pasta in uno strato sottile e disponetela sopra. Ricopritela come avete fatto con il primo strato, poi bagnate la superficie con qualche cucchiaio del succo d’uva che si è formato nella ciotola dei chicchi.
- Cuocete in forno preriscaldato a 250 °C fino a quando la superficie comincia a colorarsi.
Note
Nutrition




24 Commenti
Giù
10/10/2011 alle 15:13Grazie per aver partecipato..!! non l’ho mai assaggiata la schiacciata all’uva…!! ma questa è molto bella e sicuramente molto buona..!! 🙂
Ilaria
10/10/2011 alle 17:03Grazie a te Giù per averci dato questa possibilità.
E’ un dolce un po’ particolare visto che la base è fondamentalmente formata dalla pasta per il pane.
Annalisa
04/10/2011 alle 21:39“E così anche la mia famiglia ha la propria, ed è ovviamente diversa (e migliore… ) di quella della famiglia di Tommy. “……….questo è tutto da vedere, opinione puramente personale 😉
by sorella di Tommy
Tommy
04/10/2011 alle 22:59Diglielo Anna, alza la voce!!!
gisela
10/10/2011 alle 14:19es muy rica la schiacciata all uva
Ilaria
10/10/2011 alle 17:02Ciao Gisela, grazie per esserci passata a trovare. Son felice che questa torta ti piaccia.
Chiara
03/10/2011 alle 06:49deve essere deliziosa, anche il colore è bellissimo ! Buona settimana…..
Ilaria
03/10/2011 alle 08:01Grazie Chiara. Buona settimana anche a te.
Federica
02/10/2011 alle 21:06E’ da diversi giorni che la vedo continuamente nelle panetterie e mi fa una voglia! L’anno scorso non sono riuscita a farla ma quest’anno mi ci metto d’impegno 🙂 Un bacio, buon serata
Ilaria
02/10/2011 alle 22:47Siamo invasi dalla schiacciata all’uva… 🙂
Buona serata.
Debby
02/10/2011 alle 20:27mamma mia davvero favolosa!!
Ilaria
02/10/2011 alle 22:46Grazie mille Debby.
Elisa
02/10/2011 alle 10:38Neanch’io l’ho mai mangiata, dev’essere squisita! La tua è davvero bellissima!!! Buona domenica!
Ilaria
02/10/2011 alle 11:25Pensavo che adesso fosse un dolce molto diffuso anche fuori dalla Toscana, invece scopro che in molte non l’avete mai assaggiata. Un vero peccato!
Occorre rimediare… 🙂
Buona domenica anche a te cara.
Milena
02/10/2011 alle 10:00ciao carissima!!!
ti invito a fare un salto nel mio blog 🙂
http://www.lascimmiacruda.info/2011/10/02/i-vincitori-del-contest-piatti-di-salvataggio/
un abbraccio
Milena
Ilaria
02/10/2011 alle 11:23Non ci posso credere!!! Che bella notizia mi hai dato questa mattina… mi sembra impossibile.
Grazie grazie grazie!!!
Maria
02/10/2011 alle 09:18è proprio il periodo giusto per usare l’uva:) davvero invitante questa ricetta;)
Ilaria
02/10/2011 alle 11:21Quest’anno poi è particolarmente dolce e succosa.
Buona domenica e grazie per la visita.
Laura
02/10/2011 alle 09:12Anche io come Ileana non l’ho mai mangiata, ma mi è venuta voglia di assaggiarla è molto appetitosa! Buona domenica, Laura
Ilaria
02/10/2011 alle 11:16Ciao cara, da noi è una tradizione che viene riproposta ogni anno. Non possiamo farne a meno…
ileana ReC
02/10/2011 alle 09:05La vedo sempre in giro per i blog,ma non l’ho mai mangiata.. chissà come dev’essere buona! Poi vuoi mettere, la tua è senza seminiiiiiii!!
Complimenti davvero, sei sempre bravissima! :*
Buona domenica, un bacione
Ilaria
02/10/2011 alle 11:15Ciao Ileana, grazie… sei troppo gentile!!
Se sei abituata a mangiare anche i semi dell’uva poco male trovarli nella torta, altrimenti danno un fastidio tale che fanno addirittura rinunciare a mangiarla. E non si può rinunciarci… Ci vuole un sacco di pazienza a toglierli, ma almeno ci possiamo poi gustare una fetta senza preoccuparci di tutti i semini che si incastrano immancabilmente tra i denti.
Tommy
03/10/2011 alle 13:10Sì, senza semi… nemmeno i frati camaldolesi hanno tanta pazienza!
Ilaria
03/10/2011 alle 15:55Gli brucia che la schiacciata all’uva di casa mia è migliore… 🙂 🙂 😉