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Spaghetti ai ricci di mare

piatto spaghetti ai ricci di mare e briciole di pane

Gli spaghetti ai ricci di mare li ho assaggiati la prima volta a Palermo, durante una vacanza d’estate. Faceva un caldo tremendo e avevamo una gran fame. Alle porte di Ballarò abbiamo trovato una sola trattoria aperta e ci siamo seduti lì. Il piatto è arrivato semplice: spaghetti, olio, aglio, prezzemolo e la polpa arancione dei ricci. Sapeva di mare come nessun altro primo che avessi mangiato fino a quel giorno.

A casa ho aggiunto una cosa mia, una manciata di briciole di pane tostate con peperoncino, aglio e prezzemolo. Portano un po’ di croccante in un piatto tutto morbido. Il piccante leggero sta bene accanto al sapore dolce del riccio.

Del riccio si mangiano le gonadi, cioè gli organi riproduttivi. Sono cinque lingue arancioni disposte a stella dentro il guscio. Molti le chiamano uova o corallo, ma le hanno sia i maschi sia le femmine. La specie che arriva in tavola è il Paracentrotus lividus. È il riccio viola che vive sugli scogli di tutto il Mediterraneo.

Al banco il riccio fresco si riconosce dagli aculei rigidi, che si muovono ancora se lo toccate. L’odore deve essere quello del mare pulito. Chiedete sempre da dove arrivano: la polpa si mangia in buona parte cruda, e i ricci venduti in pescheria hanno un’etichetta con la provenienza.

La stagione va da luglio ad aprile, perché a maggio e giugno in tutta Italia la pesca è ferma. Nella tradizione di molte zone di mare i ricci migliori sono quelli dei mesi freddi. D’estate si trovano lo stesso, soprattutto nelle località di mare del Sud e delle isole.

È un primo da mangiare subito, appena scolato e condito. La polpa dei ricci va usata il giorno stesso dell’acquisto e in frigorifero si conserva solo per poche ore. Nel bicchiere ci sta bene un bianco siciliano, come un Grillo, oppure un Vermentino della costa toscana.

Tipo di piattoPrimo di mare
DiffusioneCucina di mare del Sud Italia e delle isole
Ingrediente principalePolpa di riccio di mare (Paracentrotus lividus)
StagioneDa luglio ad aprile, con la pesca ferma a maggio e giugno
TempoCirca 40 minuti, pulizia dei ricci compresa
DifficoltàFacile, l’apertura dei ricci richiede un po’ di attenzione
ConservazioneDa mangiare subito

Cosa si mangia del riccio di mare

Sugli scogli si trovano due ricci molto comuni. Quello viola, marrone o verdastro è il Paracentrotus lividus, quello che si mangia. Quello nero, con aculei lunghi e lucidi, è l’Arbacia lixula. Ha gonadi piccole e biancastre, e in cucina non si usa.

Sulle coste italiane li chiamano riccio femmina e riccio maschio. In realtà sono due specie diverse, e ognuna ha maschi e femmine che da fuori non si distinguono. Lo spiega bene un articolo della Rivista della Natura. Il nome è rimasto perché le gonadi grandi del riccio viola sembravano uova. E le uova si associavano alla femmina.

Il riccio viola si ricopre spesso di pezzetti di alghe, sassolini e conchiglie. Il riccio nero resta pulito e lucido.

I ricci sono più pieni con la luna piena?

Al mercato del pesce lo sentirete dire spesso: i ricci vanno presi con la luna piena, quando sono pieni. È una credenza antichissima. La riportava già Aristotele, e dopo di lui Plinio e altri autori classici.

Nel 1924 il biologo Hugh Munro Fox l’ha verificata sul campo. I risultati sono usciti nei Proceedings della Royal Society. Nel Mediterraneo le gonadi del riccio viola non cambiano con le fasi della luna. A Suez, nel Mar Rosso, un’altra specie di riccio segue davvero il ciclo lunare. Secondo Fox la credenza potrebbe essere arrivata ai Greci dall’Egitto, applicata poi a tutti i frutti di mare.

La luna, quindi, per i nostri ricci conta poco. Contano la stagione e la freschezza.

Quando si possono pescare i ricci

La pesca del riccio in Italia segue il decreto ministeriale del 12 gennaio 1995. Chi pesca per sport può prendere al massimo 50 ricci al giorno, solo in apnea e a mano. Ogni riccio deve misurare almeno 7 centimetri, aculei compresi. A maggio e giugno la pesca è vietata a tutti, per lasciare ai ricci il tempo di riprodursi.

Le regioni possono stringere queste regole. In Sardegna la raccolta 2026 andava dal 2 gennaio al 2 maggio ed era riservata ai pescatori professionisti. La pesca ricreativa era vietata. Lo racconta CagliariToday. La Regione aveva deciso anche un fermo di tre anni nel 2021, poi revocato prima della scadenza. Intanto i ricci nei fondali sardi continuano a diminuire.

Chi compra può chiedere da dove arrivano i ricci e lasciarli al banco durante il fermo.

Come comprare i ricci in sicurezza

I ricci vivi seguono le stesse regole sanitarie di cozze e vongole. Secondo le linee guida pubblicate in Gazzetta Ufficiale, arrivano al negozio solo attraverso un centro di spedizione. Lì ricevono un marchio di identificazione e un’etichetta. La pescheria la conserva e può mostrarvela.

Siccome metà della polpa si mangia cruda, conviene comprare ricci con l’etichetta e usarli entro la giornata.

Come aprire i ricci

Guanti e forbici

Per aprire i ricci servono un paio di guanti spessi, oppure un canovaccio piegato, e delle forbici robuste. In commercio esiste anche l’apposito taglia ricci. Girate il riccio con la bocca verso l’alto: è il lato più piatto, quello appoggiato allo scoglio. Tagliate un cerchio attorno alla bocca e togliete la calotta.

La polpa

Scolate il liquido interno in una ciotola. Togliete le parti scure prima di prendere la polpa. Sono i resti del cibo del riccio e sarebbe sgradevole trovarle nel piatto. Se serve, passate il riccio aperto un attimo sotto l’acqua fredda. Poi raccogliete con un cucchiaino le cinque lingue arancioni, senza romperle.

Da un chilo di ricci si ricavano circa 70 grammi di polpa. Per quattro persone servono quindi un paio di chili di ricci.

Metà in padella, metà cruda

Per alcuni il riccio non va mai scaldato, per altri si può ammorbidire un attimo nell’olio. Io divido la polpa in due. Una metà va in padella con l’aglio e il prezzemolo per un minuto, a fiamma bassa. Così si scioglie nell’olio. L’altra metà la aggiungo cruda agli spaghetti scolati, così il sapore del mare resta intatto.

Le briciole di pane al peperoncino

Per le briciole uso pane raffermo, sbriciolato con le mani. Lo tosto in padella con un filo d’olio, uno spicchio d’aglio e un pezzetto di peperoncino. Alla fine aggiungo il prezzemolo tritato. In Sicilia il pangrattato tostato si mette su molte paste di mare. Sui ricci porta la parte croccante che manca.

Varianti degli spaghetti ai ricci di mare

Con qualche cappero il piatto diventa più sapido, come nei nostri spaghetti ai ricci di mare e capperi. Qualche pomodorino appena scottato aggiunge dolcezza e colore. A Ischia li preparano con scorza di limone e menta fresca, come racconta il sito dell’isola.

Chi ama i sapori semplici può partire dagli spaghetti aglio, olio e peperoncino. I ricci si aggiungono solo alla fine. Anche le vongole stanno bene insieme ai ricci, in un primo di mare più ricco.

Domande frequenti sugli spaghetti ai ricci di mare

Quanti ricci servono per quattro persone?

Contate un paio di chili di ricci, da cui si ricavano circa 150 grammi di polpa. È una quantità giusta per 320 grammi di spaghetti.

Qual è il riccio che si mangia?

Il riccio viola, marrone o verdastro, cioè il Paracentrotus lividus. Il riccio nero, chiamato riccio maschio, è un’altra specie e ha gonadi troppo piccole.

Si può usare la polpa di ricci in vasetto?

Sì, in commercio si trova la polpa già pronta, comoda quando i ricci freschi mancano. Il sapore è più delicato di quello dei ricci appena aperti.

Quando è vietata la pesca dei ricci?

In tutta Italia a maggio e giugno. Alcune regioni, come la Sardegna, hanno calendari più brevi e regole più strette.

Quale pasta usare?

Gli spaghetti sono la scelta classica. Vanno bene anche linguine o spaghettoni. Meglio una pasta trafilata al bronzo, che raccoglie di più il condimento.

La nota piccante

Qui il peperoncino sta nelle briciole di pane, non nel condimento. Così nel condimento si sente bene il sapore delicato del riccio. Il piccante arriva a ogni forchettata insieme al croccante. Chi ne vuole di più può aggiungere qualche goccia di olio piccante direttamente nel piatto.

dettaglio piatto spaghetti ai ricci di mare e briciole di pane

Spaghetti ai ricci di mare

Tommy
Gli spaghetti ai ricci di mare sono un piatto che ho assaggiato in Sicilia e che ho arricchito con briciole tostate di pane aromatizzato al peperoncino, prezzemolo e aglio.
5 da 3 voti
Preparazione 30 minuti
Cottura 20 minuti
Tempo totale 50 minuti
Portata Primo piatto
Cucina Italiana
Porzioni 4 persone

Ingredienti
  

  • 250 g di spaghetti
  • 2 kg di ricci di mare
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • sale
  • pepe
  • peperoncino
  • olio evo
  • 1 fetta di pane

Istruzioni
 

  • Lavate i ricci, apriteli con un coltello e prelevate solo la polpa rossa. Se necessario passate rapidamente sotto l’acqua corrente per pulire l’interno prima di prendere la parte rossa.
  • Sminuzzate la fetta di pane (io ho usato il mixer) e tostate in padella insaporendo con un pizzico di peperoncino, prezzemolo e aglio tritato finissimo. Il pane dovrà essere croccante ma non bruciato.
    Spaghetti ai ricci di mare
  • Preparate un battuto di aglio e prezzemolo che farete soffriggere in padella con poco olio. Aggiungete la metà dei ricci di mare e cuocete a fiamma bassa per appena un minuto.
  • Nel frattempo cuocete gli spaghetti al dente, scolate e salate in padella assieme ai ricci restanti.
  • Impiattate gli spaghetti ai ricci di mare e decorate con il pane aromatizzato e un pizzico di prezzemolo fresco.
    Spaghetti ai ricci di mare
Keyword pasta, pesce, ricci di mare
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24 Commenti

  • RIspondi
    fausta
    25/03/2013 alle 17:56

    sai che i ricci non li ho mai mangiati? Vergogna… pensare che abito “in riva” al mare!!!
    Ma non è mai troppo tardi… vero?
    Un abbraccio :))

    • RIspondi
      Ilaria
      25/03/2013 alle 22:05

      Già, non è mai troppo tardi per provare un piatto. Da noi sono molto difficili da trovare i ricci in vendita, magari dalle tue parti è più facile… 🙂
      Un bacio.

  • RIspondi
    Roz Corieri Paige (@miabellavita)
    25/03/2013 alle 03:11

    5 stars
    Ilaria, I love this spaghetti recipe with the flavors of the sea! Sounds and looks simply and perfectly delicious!

    Baci,
    Roz

    • RIspondi
      Ilaria
      25/03/2013 alle 22:04

      You are right Roz… these spaghetti are very easy to prepare and they are very very good.

  • RIspondi
    ombretta
    24/03/2013 alle 12:23

    Io non li ho mai assaggiati pero’ mi fanno davvero venire una gran fame!!! ora mi hai messo curiosita’:)
    un bacio

    • RIspondi
      Tommy
      24/03/2013 alle 22:53

      Se ami il pesce ti consiglio di provarli. Purtroppo si trovano raramente in commercio.
      Un abbraccio

  • RIspondi
    elena
    23/03/2013 alle 15:35

    5 stars
    BUonissimi i ricci di mare, ma ultimamente al ristorante non li ho priù trovati …pensavo non si potessero pescare… me li ricordo buonissimi… aspetto molto invitante e l’idea del pane aromatizzato è grandiosa…Bravo Tommi!
    però Ilaria li hai almeno assaggiati?

    • RIspondi
      Ilaria
      23/03/2013 alle 23:15

      Nooooo…. l’aspetto di questo piatto era meraviglioso, ma il pesce non mi tenta proprio… 🙂 Li ho lasciati al resto della famiglia.
      Buona domenica.

  • RIspondi
    CuorediSedano
    23/03/2013 alle 08:51

    Ottimi!
    Una novità con il pane tostato ancora più ghiotta.
    Una buona giornata!

    • RIspondi
      Ilaria
      23/03/2013 alle 23:14

      5 stars
      L’effetto cromatico grazie al pane aromatizzato tostato è addirittura migliorato rispetto alla versione originale provata la scorsa estate in Sicilia… 🙂

  • RIspondi
    sabina
    23/03/2013 alle 07:58

    ciao, ecco una cosa che mi incuriosisce da matti, non ho mai assaggiato i ricci di mare, ma ogni volta ne sento parlare troppo bene e appena ne avrò l’occasione li voglio provare.
    Questo piatto ha davvero dei colori stupendi.
    un bacione e buon week end

    • RIspondi
      Ilaria
      23/03/2013 alle 23:11

      Dalle nostre parti i ricci sono difficilissimi da trovare. E quando finalmente li abbiamo visti Tommy non ha potuto proprio resistere… 🙂
      Buon fine settimana anche a te.

  • RIspondi
    celeste
    22/03/2013 alle 19:03

    Ecco, io li avevo mangiati a Livorno ( tanto per rimanere in tema col vostro post precedente tanti anni fa ma non mi erano piaciuti molto. Per questo non li ho più rimangiati, ma ti confesso che a vedere i tuoi adesso, con quell’aggiunta di pane aromatizzato che li rende unici, mi fanno una gran gola. Baci

    • RIspondi
      Ilaria
      23/03/2013 alle 00:19

      Tommy li ha mangiati in Sicilia la scorsa estate e gli erano piaciuti tantissimo. Ma non li aveva mai potuti rifare perché i ricci non si trovano praticamente mai nel reparto pescheria del supermercato. Poi sono magicamente apparsi e non se l’è fatto dire due volte!

  • RIspondi
    Raffy
    22/03/2013 alle 13:57

    che bella la tua versione, molto saporita, bravissimaaaaaaa!!!

    • RIspondi
      Ilaria
      23/03/2013 alle 00:17

      Grazie mille tesoro!
      Un abbraccio e un buonissimo fine settimana (anche se dicono sarà ancora sotto la pioggia…).

  • RIspondi
    elena
    22/03/2013 alle 13:53

    io gli spaghetti al riccio di mare l’ho assaggiato circa 15 anni fa all’isola d’elba ma senza pane … sono speciali!!

    • RIspondi
      Ilaria
      23/03/2013 alle 00:16

      Il pane tostato aromatizzato è una personalizzazione di Tommy.

  • RIspondi
    Claudia
    22/03/2013 alle 12:34

    Me li ha preparati una volta Riccardo! Son troppo buoni i ricci di mare1!! Che bel piatto.. che fame ragazzi!!!! baci e buon w.e. 😉

    • RIspondi
      Ilaria
      23/03/2013 alle 00:15

      Ti tratta bene quell’ometto… 🙂
      Buon weekend anche a te.

  • RIspondi
    Any
    22/03/2013 alle 09:59

    Questa pasta ti lascia senza parole veramente.
    Appena si assaggia la pasta con i ricci, le papille gustative sono estasiate, vanno in delirio.
    Io la migliore l’ho mangiata a Ortigia.

    • RIspondi
      Ilaria
      23/03/2013 alle 00:14

      Era da tanto tempo che Tommy cercava i ricci… da noi non si trovano quasi mai.

  • RIspondi
    Ely
    22/03/2013 alle 08:21

    Tommy che spettacolo… davvero non ho parole! Col pane aromatizzato e quel peperoncino devono essere una goduria!!! Complimenti e un abbraccione a tutti e due. Con tanto affetto 😀

    • RIspondi
      Ilaria
      23/03/2013 alle 00:11

      Tommy adora cucinare il pesce… peccato che io poi non lo mangi… 🙁

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