
Pasta e ceci toscana: quando la semplicità diventa un’arte
C’è qualcosa di magico nelle ricette che nascono da poco o nulla. La cucina toscana ne è l’esempio perfetto: un patrimonio di sapori incredibili costruito storicamente su ingredienti poveri, rispetto della terra e l’arte fondamentale di far rendere al massimo ciò che si ha in dispensa. La pasta e ceci appartiene proprio a questa gloriosa schiera di piatti della memoria.
Se ci pensate, è la classica minestra che ha sfamato intere generazioni di contadini. Un tempo i legumi secchi erano la fonte primaria di proteine, una riserva preziosa che non mancava mai nelle credenze e che richiedeva soltanto pazienza: l’immancabile ammollo della sera prima, il lento borbottare del pentolone sui carboni o stufe di ghisa, e quell’odore avvolgente di rosmarino che riempiva la cucina.
Mia nonna la preparava spesso nei mesi invernali. Era un modo di coccolarci, far sentire il calore di casa a noi bambini.
La versione toscana: il segreto della cremosità
In giro per l’Italia esistono mille varianti di pasta e ceci, c’è chi la preferisce più brodosa, chi la arricchisce con la pancetta o il pomodoro più marcato, e chi usa pasta di diversi formati.
Ma in Toscana come la facciamo? La particolarità della ricetta di casa nostra risiede tutta nella sua consistenza cremosa e vellutata, che non si ottiene con panna o addensanti, ma con un gesto semplice e antico: passare la maggior parte dei ceci al passaverdura direttamente nel loro brodo di cottura.
Gli ingredienti sono quelli semplici dell’orto e della dispensa rustica:
- Ceci secchi: ammorbiditi per una notte intera e lessati con sedano, un pomodoro e il primo tocco di rosmarino.
- L’aroma di casa: un soffritto leggero in olio buono con aglio, cipolla e un altro rametto di rosmarino fresco.
- La pasta: qui non si sgarra, servono i ditalini (o comunque una pasta cortissima) che raccolgono il passato senza sovrastarlo.
Il risultato finale non deve essere una zuppa liquida e nemmeno un blocco sodo: è un abbraccio caldo, denso al punto giusto, da completare rigorosamente prima di servire con un bel giro d’olio extravergine d’oliva a crudo e una generosa macinata di pepe nero al mulinello.
Un piatto genuino, confortante e senza fronzoli. Proprio come piace a noi!
Pasta e ceci
Equipment
- 1 Passaverdura
- 1 Pentola capiente
Ingredienti
- 200 g di ceci secchi
- 2 l d'acqua
- 1 pomodoro
- 1 costa di sedano
- 1 spicchio d'aglio
- 1/4 cipolla
- 1 rametto di rosmarino
- 200 g di pasta cortissima ditali o fischiotti
- q.b. olio evo
- q.b. sale
- q.b. pepe nero di mulinello
Istruzioni
- Ammollate i ceci per una notte e lessate assieme alla costa di sedano, al pomodoro e a metà rosmarino nell’acqua salata fin quando non saranno cotti.
- Passate i ceci dal passaverdura aggiungendo via via il brodo. Otterrete una crema liscia. Mettete da parte un po' di ceci interi.
- In una pentola soffriggete il rosmarino, la cipolla e lo spicchio d'aglio (che toglierete dopo un paio di minuti). Aggiungete il passato di ceci e i ceci interi e lasciate insaporire alcuni minuti.
- Aggiungete adesso la pasta. Portate a cottura aggiungendo un po' di brodo di cottura dei ceci (o acqua) se necessario. Il piatto dovrà essere cremoso ma non sodo.
- Servite con un filo d’olio evo e pepe nero di mulinello.




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