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Aglione della Valdichiana

L’aglione della Valdichiana: un tesoro gastronomico tra storia e tradizione

L’Aglione della Valdichiana è un prodotto unico nel panorama agricolo italiano, noto per le sue caratteristiche organolettiche particolari e per la sua lunga storia legata al territorio toscano. Questo grande aglio (Allium ampeloprasum), distinto per i suoi spicchi di dimensioni maggiori rispetto all’aglio comune e per il suo sapore delicato e meno pungente, rappresenta un’eccellenza della Valdichiana, area ricca di tradizioni agricole e culturali.

La storia dell’Aglione affonda le radici in epoche antiche, con testimonianze che ne attestano la coltivazione nella valle fin dal Medioevo. La sua diffusione è stata favorita dal clima mite e dal terreno fertile della Valdichiana, che offrono condizioni ideali per la produzione di questo particolare aglio. Nel corso dei secoli, l’aglione è diventato un simbolo della cucina locale, apprezzato per la sua capacità di insaporire i piatti senza però sovrastarli con l’intensità tipica dell’aglio comune.

Sembra che la sua coltivazione fosse già diffusa in epoca etrusca e romana nell’area compresa tra la Valdichiana e le sponde del Tevere.

Per secoli è stato un caposaldo della cucina contadina, prezioso per insaporire zuppe e pietanze, ma ha rischiato l’estinzione nel corso del Novecento a causa della scarsa resa agricola: la tradizionale coltivazione dell’aglione è andata pressoché scomparendo, salvo pochi appezzamenti condotti a livello familiare.

La riscoperta dell’aglione

Attualmente la coltivazione di questa pianta sta riassumendo importanza e recentemente è stata istituita anche un’Associazione per la Tutela e la Valorizzazione dell’Aglione della Valdichiana.

L’aglione è di fatto un porro gigante, specificatamente Allium ampeloprasum var. holmense (un porro a tutti gli effetti), che può raggiungere gli 800 grammi di peso ed è caratterizzato dal fatto di non produrre l’aminoacido “allina”: rispetto all’aglio tradizionale, ha un aroma molto più morbido e dolce. La totale assenza di allicina lo rende estremamente digeribile e previene il classico e persistente alito pesante. È un alimento ricco di antiossidanti, flavonoidi e fruttani, utili per il benessere intestinale e per il sistema immunitario.

Dal punto di vista agricolo, l’aglione della Valdichiana viene coltivato seguendo metodi tradizionali, con particolare attenzione alla qualità del terreno e alla maturazione naturale del bulbo. La raccolta avviene generalmente tra giugno e luglio, quando gli spicchi hanno raggiunto la giusta dimensione e consistenza.

Pici all’aglione: gusto e semplicità

L’aglione si distingue anche per la sua versatilità in cucina: può essere utilizzato sia crudo, per insaporire insalate e salse, sia cotto, per arricchire primi piatti come i celebri “pici all’aglione”, piatto tipico della Valdichiana che esalta il sapore dolce e aromatico di questo aglio speciale.

pici all'aglione

Tommy
Ingredienti (per 4 persone)
Nessun voto
Preparazione 15 minuti
Cottura 15 minuti
Portata Primo piatto
Cucina Italiana
Porzioni 4 persone

Ingredienti
  

  • 400 g pici pasta fresca fatta a mano
  • 4 spicchi d’aglione
  • 600 g pomodori pelati o passata di pomodoro fresca
  • 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • Vino bianco q.b.
  • Peperoncino q.b. facoltativo
  • Sale q.b.
  • Basilico fresco

Istruzioni
 

Preparare il sugo all’aglione

  • In una padella ampia, scaldare l’olio extravergine d’oliva a fuoco basso.
  • Sbucciare gli spicchi d’aglio e tagliare a fette sottilissime.
  • Unire l’aglio nell’olio e farlo dorare dolcemente senza bruciarlo, per circa 5-7 minuti, mescolando spesso.
  • Sfumare con il vino bianco.
  • Aggiungere il peperoncino se si desidera un tocco piccante.
  • Versare i pomodori pelati schiacciati o la passata, aggiustare di sale e cuocere a fuoco medio-basso per circa 20-30 minuti, fino a quando il sugo sarà denso e profumato.

Cuocere i pici

  • Portare a ebollizione una pentola di acqua salata.
  • Cuocere i pici per il tempo indicato sulla confezione (di solito 10-15 minuti) o fino a quando saranno al dente.
  • Scolare la pasta conservando un po’ di acqua di cottura.

Mantecare e servire

  • Unire i pici al sugo all’aglione nella padella.
  • Saltare a fuoco medio aggiungendo un po’ di acqua di cottura se necessario per amalgamare bene il sugo alla pasta.
  • Servire caldo, eventualmente guarnendo con basilico fresco tritato.
    pici all'aglione
Keyword pasta
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Tutela dell’aglione

Oggi, l’aglione della Valdichiana è tutelato da consorzi e associazioni che ne promuovono la coltivazione e la valorizzazione, sostenendo i produttori locali e diffondendo la conoscenza di questo prezioso ingrediente anche fuori dai confini regionali. Grazie a queste iniziative, l’aglione continua a rappresentare un patrimonio gastronomico di grande valore, capace di coniugare la tradizione con le esigenze del mercato contemporaneo.

In conclusione, l’Aglione della Valdichiana non è solo un ingrediente, ma un simbolo di identità culturale e territoriale che racconta la storia di un territorio e delle sue comunità, attraverso il gusto e la passione per l’agricoltura di qualità.

Chiunque abbia la fortuna di assaggiarlo potrà apprezzare non solo il suo sapore, ma anche il valore di una tradizione che si rinnova di stagione in stagione.

Vi lascio qualche link da consultare, dove potrete trovare approfondimenti su tema:

https://www.aglione.it/aglione-storia.html

https://www.chiancianoterra.it/I/Collaborazioni/aglione-della-val-di-chiana/21

https://www.aglionevaldichiana.net

https://www.visitvaldichiana.it/esplora/laglione-della-valdichiana/

Note sulla coltivazione dell’aglione

Da qualche anno ormai, anche io coltivo l’aglione nel mio piccolo orticello, con risultati soddisfacenti.

L’aglione predilige terreno sciolto, senza ristagni d’acqua, poco azoto e poco nutrimento in generale. Non è una coltivazione esigente, ma per ottenere risultati richiede un minimo di gestione per il controllo delle erbe infestanti (zappettare la terra spesso).

Non avendo chioma folta, le infestanti potrebbero prendere il sopravvento, quindi bisogna lavorare e tenere pulito (io ho anche il controllo qualità che mi segue durante i lavori).

Si parte ad ottobre con la preparazione del terreno (lavorazione in profondità e distribuzione di compost maturo). Messa a dimora dei bulbi a circa 5 cm di profondità con un sesto d’impianto di 50 cm x 150 cm i primi di novembre. L’aglione non teme il gelo!

pianta aglione
Piante di aglione

Rimozione del fiore verso maggio (indicativamente, dipende dalla stagione – lo stelo e il fiore sono ottimi in frittata!).

A fine giugno/inizio luglio, quando la pianta inizia a seccare, si procede al raccolto. Si appendono i bulbi per qualche giorno in zona ventilata e non direttamente esposta al sole e poi via in dispensa, in luogo buio, fresco e asciutto!

Aglione

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