
Pane con farina Senatore Cappelli: il grano antico che torna in tavola
Il grano Senatore Cappelli è una varietà di grano duro selezionata all’inizio del Novecento, quasi scomparsa con l’arrivo delle varietà moderne più produttive, e tornata negli ultimi anni sulle tavole grazie a un interesse crescente per i grani antichi: meno raffinati, più digeribili per molti, e con un sapore più deciso della farina 00 a cui siamo abituati.
Le sue origini risalgono ai primi decenni del XX secolo, quando l’agronomo e senatore italiano Giuseppe Cappelli selezionò questa varietà a partire da un’antica linea di grano duro proveniente dalla Puglia. Il suo obiettivo era ottenere una pianta più resistente alle malattie e adatta al clima mediterraneo, mantenendo però un alto contenuto proteico e una qualità superiore per la panificazione e la pasta.
Il grano Senatore Cappelli si diffuse rapidamente nelle regioni meridionali d’Italia, soprattutto in Puglia, diventando un simbolo della tradizione agricola italiana.
Oggi il grano Senatore Cappelli è apprezzato per il suo sapore intenso, la sua rusticità e la capacità di esprimere al meglio le peculiarità del territorio in cui viene coltivato. Viene utilizzato soprattutto per la produzione di pasta artigianale e pane tradizionale, mantenendo viva una preziosa eredità agricola italiana.

Cos’è il Senatore Cappelli e perché è tornato di moda
A differenza dei grani moderni, il Cappelli non è mai stato incrociato per aumentare la resa: questo lo rende meno produttivo per l’agricoltura industriale, ma con un profilo nutrizionale e aromatico diverso, spesso descritto come più “integrale” anche nelle versioni raffinate. Non è una farina senza glutine — chi ha la celiachia deve comunque evitarla — ma diversi consumatori riferiscono una migliore tollerabilità rispetto ai grani moderni ad alto indice di resa.
Le differenze rispetto alla farina 00
Chi è abituato a impastare con farina 00 troverà l’impasto di Cappelli diverso al tatto fin dai primi minuti:
- Assorbe l’acqua più lentamente. Se l’impasto sembra troppo asciutto all’inizio, non aggiungete subito altra acqua: spesso si sistema continuando a lavorare.
- Sviluppa meno glutine. Il risultato è un impasto leggermente più estensibile e meno elastico: normale, non un errore di esecuzione.
- Lievita in modo meno prevedibile. I tempi indicati in ricetta sono una base: contano di più i segnali (il raddoppio del volume) rispetto all’orologio.
Ricetta passo passo per il pane con farina di Senatore Cappelli
Pane con Farina di Senatore Cappelli
Ingredienti
- 400 g farina Senatore Cappelli tipo 2 o integrale
- 100 g farina 00 per alleggerire l’impasto
- 350 ml acqua tiepida
- 10 g lievito di birra fresco oppure 3 g di lievito secco
- 10 g sale
- 1 cucchiaino miele facoltativo, per attivare il lievito
Istruzioni
- Sciogli il lievito nell’acqua tiepida con il miele e lascia riposare 5 minuti.
- In una ciotola capiente unisci le due farine, versa l’acqua col lievito e inizia a impastare.
- Aggiungi il sale a metà impasto e continua a lavorare per 10 minuti, fino a ottenere un impasto liscio e leggermente appiccicoso.
- Forma una palla, copri e lascia lievitare per circa 3 ore, o finché non raddoppia.
- Sgonfia delicatamente l’impasto, dai forma alla pagnotta e lascia lievitare ancora 1 ora.
- Fai un taglio per il senso della lunghezza con una lama affilatissima. Inforna a 230°C in forno già caldo, con un pentolino d'acqua sul fondo, per 15 minuti; abbassa poi a 200°C e cuoci per altri 25 minuti.
- Lascia raffreddare completamente su una gratella prima di tagliare.
Note
Nutrition
La cottura con vapore nei primi minuti (il pentolino d’acqua sul fondo del forno) è particolarmente utile con questa farina: aiuta la crosta a restare elastica abbastanza a lungo da permettere al pane di espandersi bene prima di indurirsi.
Variante con lievito madre
Per chi ha già un lievito madre attivo, sostituite il lievito di birra con 150 g di lievito madre rinfrescato e allungate la prima lievitazione a 4-5 ore (o una notte in frigo, per uno sviluppo di aromi più complesso). Con il lievito madre il pane risulta più digeribile e si conserva più a lungo.
Conservazione
Il pane con farine di grani antichi tende a seccarsi un po’ più in fretta di quello con farina 00. Conservatelo in un sacchetto di carta o in una madia di legno, non in plastica: trattiene troppa umidità e ammorbidisce la crosta. Si mantiene bene per 3-4 giorni; oltre, è perfetto tostato o trasformato in pangrattato.




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