Bevande

Vin brulé al peperoncino

vin brulè

Vin brulé al peperoncino

Il vin brulé tradizionale scalda già per conto suo tra spezie e alcol; qui aggiungiamo un peperoncino intero, inciso ma non tritato, che rilascia piccantezza gradualmente durante la cottura, abbastanza da sentirsi, mai abbastanza da coprire cannella e agrumi.

Ho ricordi speciali legati al vin brulè, che sorseggiavo spesso durante i freddi inverni svizzeri mentre lavoravo a Lugano. Spesso, nelle serate di dicembre, passeggiando per Piazza della Riforma sotto Natale, mi fermavo ai banchi dei mercatini natalizi per gustare un bicchiere di vin brulè, che scaldava un po’ (ma non leniva la nostalgia di casa).

Le origini del vin brulé

Il vin brulé, conosciuto anche come vin brûlé in francese o Glühwein in tedesco, è una bevanda calda a base di vino rosso aromatizzato con spezie e zucchero, tipica delle tradizioni invernali, soprattutto durante il periodo natalizio.

Le origini del vin brulé risalgono all’antichità, quando già i Romani riscaldavano il vino e lo arricchivano con spezie per migliorarne il sapore e per sfruttare le proprietà riscaldanti. Nel Medioevo, questa pratica si diffuse in tutta Europa, soprattutto nelle regioni dove il clima rigido rendeva necessario trovare modi per scaldarsi. In particolare, nelle regioni alpine e nel nord Europa, il vin brulé divenne una bevanda tradizionale dei mercatini di Natale.

La ricetta base prevede vino rosso, cannella, chiodi di garofano, scorza di agrumi e zucchero, ma le varianti sono molteplici e possono includere altre spezie come anice stellato, noce moscata o zenzero. La preparazione consiste nel riscaldare il vino con gli aromi senza portarlo a ebollizione, in modo da preservarne l’alcol e i sapori.

Nel corso dei secoli, il vin brulé ha mantenuto un ruolo importante nelle culture alpine di Italia, Francia, Germania, Austria e Svizzera, diffondendosi poi anche in altre parti d’Europa e nel mondo grazie alle migrazioni e alla globalizzazione delle tradizioni natalizie.

Oggi il vin brulé è simbolo di convivialità e calore durante l’inverno, spesso accompagnato da dolci tipici e consumato in occasioni festive e mercatini natalizi, dove il suo profumo speziato contribuisce a creare un’atmosfera accogliente e festosa.

Perché il peperoncino intero e non tritato

Un peperoncino tritato rilascerebbe piccantezza troppo in fretta e in modo poco controllabile, rischiando di sovrastare le spezie. Inciso ma lasciato intero, cede la capsaicina più lentamente: potete quindi assaggiare durante la cottura e toglierlo nel momento esatto in cui la piccantezza vi sembra al punto giusto, invece di doverla subire per forza fino alla fine.

Ricetta vin brulé

vin brulè

Vin Brulé al Peperoncino

Tommy
Vino rosso speziato con agrumi e un peperoncino intero in infusione, per un vin brulé natalizio con un fondo piccante.
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Preparazione 5 minuti
Cottura 20 minuti
Tempo totale 25 minuti
Portata Bevande
Cucina Italiana
Porzioni 6 tazze
Calorie 150 kcal

Ingredienti
  

  • 750 ml di vino rosso corposo
  • 100 g di zucchero di canna
  • 1 arancia succo e scorza
  • 2 stecche di cannella
  • 4 chiodi di garofano
  • 1 peperoncino secco inciso, non tritato
  • 1 anice stellato facoltativo

Istruzioni
 

  • Versa il vino in una pentola con zucchero, scorza e succo d’arancia, cannella, chiodi di garofano e anice stellato.
  • Aggiungi il peperoncino intero, inciso, per farlo rilasciare piccantezza gradualmente.
  • Scalda a fuoco basso, senza far bollire, per 15-20 minuti, mescolando di tanto in tanto.
  • Assaggia dopo 10 minuti: se vuoi più piccante lascia il peperoncino più a lungo; toglilo quando è al punto giusto.
  • Filtra e servi caldo nelle tazze.

Note

Non fatelo mai bollire: il bollore fa evaporare parte dell’alcol e degli aromi più delicati. Il fuoco va tenuto basso per tutta la cottura, con il liquido a un leggero fremito.

Nutrition

Calorie: 150kcalCarboidrati: 18gProteine: 0.2gSodio: 5mgPotassio: 130mgFibre: 0.3gZucchero: 16gVitamina A: 1IUVitamin B3: 0.1mgCalcio: 10mgFerro: 0.5mg
Keyword Liquori, natale, piccante
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Il vino giusto

Non serve un vino costoso, anzi, un vino brulé è spesso il modo migliore per usare un rosso corposo ma poco pregiato, ma va evitato un vino troppo tannico: cotto a lungo con lo zucchero, il tannino può risultare più amaro e meno gradevole rispetto a freddo.

Non farlo mai bollire

Il bollore fa evaporare parte dell’alcol insieme agli aromi più delicati del vino, lasciando solo la componente zuccherina e speziata. Il fuoco va tenuto basso per tutta la cottura, con il liquido che deve restare a un leggero fremito, mai a bollore pieno.

Servizio e conservazione

Va servito caldo, appena filtrato. Se avanza, si conserva in frigo per un paio di giorni e si riscalda dolcemente sui fornelli, mai al microonde, che tende a scaldarlo in modo disomogeneo e a far perdere gli aromi delle spezie.

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