
Coccoli toscani
L’abitudine di friggere è diffusa in tutta Italia, ma in Toscana è una vera mania. Qui si frigge di tutto: pollo, coniglio, verdura, maiale, manzo, pane, fegato, pesce, fiori di zucca e chi più ne ha più ne metta. I coccoli stanno in cima a quella lista. Sono palline di pasta lievitata grandi come una noce, che gonfiano nell’olio e prendono un colore dorato, croccanti in superficie e morbide dentro.
Vecchio street food
Fino a pochi anni fa a Firenze si trovavano chioschetti e friggitorie che vendevano le loro specialità: fettine sottili di polenta, frittelle di riso, bomboloni e soprattutto coccoli. Oggi l’usanza è caduta in disuso e le friggitorie sono quasi tutte sparite. Restano in carta in qualche ristorante, dove arrivano come antipasto insieme al prosciutto toscano e allo stracchino. È l’abbinamento classico e funziona per contrasto: il fritto caldo e salato da una parte, il formaggio fresco e acidulo dall’altra. Sono ottimi anche come aperitivo, con un buon bicchiere di prosecco.
L’impasto non ha particolari difficoltà. Farina, acqua, lievito di birra, un filo d’olio e due pizzichi di sale, niente di più. Il punto delicato arriva dopo ed è la temperatura dell’olio. Se scalda troppo, le palline si colorano fuori in pochi secondi e dentro restano crude. Servono un fuoco moderato e olio abbondante in una pentola alta, perché i coccoli devono immergersi del tutto.
E’ perfetto anche l’impasto della pizza d’avanzo: anzi, potete preparare una pallina di impasto della pizza, friggerlo e servire i coccoli come antipasto.
Un’ultima cosa sul servizio, che conta quanto la frittura. I coccoli si mangiano caldissimi, appena scolati e salati in superficie. Freddi diventano gommosi e perdono tutto. Portateli in tavola man mano che escono dalla pentola, senza aspettare di averli fritti tutti.
Coccoli toscani
Ingredienti
- 500 g di farina 00 setacciata
- 350 ml d'acqua tiepida circa; 100 ml servono per sciogliere il lievito, il resto si aggiunge poco per volta
- 25 g di lievito di birra fresco
- 2 cucchiai d'olio extravergine di oliva per l’impasto
- qb sale due pizzichi nell’impasto, più quello in superficie dopo la frittura
- qb zucchero un pizzico, per attivare il lievito
- qb olio per friggere abbondante, deve coprire i coccoli
Istruzioni
- Disponete la farina setacciata in una ciotola capiente o sulla spianatoia di legno e mettete due pizzichi di sale da una parte, in un angolo, lontano dal punto in cui verserete il lievito.
- Sciogliete il lievito di birra in 100 ml di acqua appena tiepida insieme a un pizzico di zucchero.
- Versate il lievito sciolto al centro della farina e cominciate a impastare con la punta delle dita, aggiungendo altra acqua tiepida via via che l’impasto la richiede.
- Unite i due cucchiai di olio extravergine e continuate a lavorare finché l’impasto non diventa morbido ma non appiccicoso.
- Trasferite l’impasto in una ciotola, copritelo con un panno umido e lasciatelo lievitare fino al raddoppio del volume. Ci vuole circa un’ora e mezza, ma regolatevi sul volume e non sull’orologio.
- Scaldate l’olio in una pentola alta, mai in padella. Deve essere abbondante, perché i coccoli si devono immergere completamente. Tenete il fuoco moderato: con l’olio troppo caldo le palline si colorano fuori e restano crude dentro.
- Infarinatevi le dita e staccate le palline di pasta. Con la mano sinistra fate una strozzatura all’impasto, con la destra staccate ruotando. Devono venire grandi più o meno come una noce. Se le schiacciate con il palmo, appiattendole, otterrete coccoli più soffici dentro e meno compatti.
- Tuffate le palline nell’olio caldo, poche per volta, e friggetele muovendole di tanto in tanto finché non gonfiano e prendono un colore dorato uniforme.
- Scolate i coccoli, salateli in superficie e serviteli caldissimi, accompagnati da stracchino e prosciutto toscano.




30 Commenti
Mirty Quibibes
11/08/2011 alle 03:21Mamma mia mamma mia mamma mia i coccoliiiiiiiiii *___*
Ilaria
11/08/2011 alle 08:26Ciao Mirty!!! Grazie per la visita.
Sgt. Pepper
07/08/2011 alle 20:46che carini!!!!!
devono essere buonissimi..li farò appena potrò, grazie pe rquesta ricettina sfiziosa!
a presto,
ciaooooooooooooooo
Ilaria
07/08/2011 alle 23:55Ciao!! Grazie per essere passata.
Si tratta di una ricetta semplice semplice ma veramente golosa.
Sto venendo a curiosare tra i tuoi fornelli… 🙂
Tamara
05/08/2011 alle 23:19…e siccome io sono toscana, dico che hai ragione, in toscana si frigge di tutto, ma anche a Roma, si frigge di tutto…e questa pasta fritta è buonissima, anche io la faccio, abbastanza spesso…un caro saluto
Tommy
05/08/2011 alle 23:37I carciofi fritti che ho mangiato a Roma… troppo buoni… fritti interi!
Tamara
05/08/2011 alle 23:16…e siccome io sono toscana, dico che hai ragione, in toscana si frigge di tutto, ma anche a Roma, si frigge di tutto…il fritto è uno dei modi migliori per cucinare carne, psce, verdura e frutta, la cosa principale è friggere sempre con olio buono e ovviamente buttarlo (non nel lavandino) dopo una sola frittura, si frigge con l’olio evo, e in alternativa con l’arachide, mai friggere con altri oli di semi, fanno malissimo…questa è la pasta fritta, le famose pizzelle, sono buonissime, io le faccio, ma con il lievito madre, hai visto come nasce?, nel blog del pane, se vai al primo post c’è la nascita e la gestione del mio lievito madre in coltura liquida, dai provaci, sentirai che bontà…i tuoi coccoli saranno ancora più leggeri, è stato un piacere averti conosciuto…ciao
Tommy
05/08/2011 alle 23:28Ciao Tamara, grazie per il bel commento! Effettivamente non abbiamo mai usato la pasta madre… vedendo i risultati che hai pubblicato sul tuo sito credo sia giunto il momento di provarla.
Ti facciamo sapere come è andata appena ci proviamo!
Buon we!
Sara
05/08/2011 alle 22:44Che buoni questi coccoli, non li conoscevo, da provare sicuramente!
Grazie per la ricetta e per la visita! A presto
Ilaria
05/08/2011 alle 22:52Grazie a te per essere passata a trovarci. Buon we.
simo
05/08/2011 alle 21:27Adoro i fritti…ma per ragioni di salute li faccio troppo poco!
che bontààààààà
Ilaria
05/08/2011 alle 21:39Purtroppo il fritto ha questo gran problema, ed è un vero peccato perché io lo adoro…
Elisa
05/08/2011 alle 19:32Che bontà le cose semplici sono sempre le più buone!!! 🙂
Tommy
05/08/2011 alle 19:33Vero, verissimo!! Li stiamo preparando anche adesso per cena…
Grazie per la visita, buona serata!
Federica
05/08/2011 alle 10:07Mi ricordano le frittelle di pasta da pane che faceva la nonna. In questa versione “bocconcino” sono ancora di più uno tira l’altro. baci, buon we
Ilaria
05/08/2011 alle 11:00Ciao Federica, anch’io conosco le frittelle di pane… mi ricordo che le mangiavo al mare per merenda quando ero piccola. C’erano sia con lo zucchero che con il sale (e la mia golosità ovviamente prediligeva quelle con lo zucchero 🙂 ).
Buon we anche a te.
Laura
04/08/2011 alle 19:23Queste frittelle sono tipiche di ogni regione italiana, anche se i nomi sono diversi, ovviamente i fritti sono buonissimi, specialmente se gustati per strada. Ciao, Laura
Tommy
04/08/2011 alle 19:29Sì è vero e spesso oltre che a cambiare il nome cambia anche la forma
mamma papera
04/08/2011 alle 18:18wow sembrano buonissimi brava ^_^
Ilaria
04/08/2011 alle 20:51Grazie per la tua visita. A me stuzzicano sempre l’appetito.
Ale
04/08/2011 alle 16:42Brava Ilaria!!!!!
Tommy
04/08/2011 alle 16:45Oh Ale, benvenuto fra noi!
Ma quanto bene ti vorrò, io… I coccoli l’ha fatti il Tama, poherino 🙂
Ilaria
04/08/2011 alle 18:15Ma Ale ha capito chi è che tiene il mestolo in cucina…
Tommy
04/08/2011 alle 18:16Zitto Tama, zitto….
Penna e Forchetta
04/08/2011 alle 12:43Ottima ricetta!
Ilaria
04/08/2011 alle 20:53Grazie mille per la visita. Se ti capita provali.
federica
04/08/2011 alle 12:13troppo buoni!dai lancia uno!!!!!!!!:-))))))
Ilaria
04/08/2011 alle 20:52Grazie Fede. Occhio che bruciano…!! 🙂
ladyboheme
04/08/2011 alle 11:32Sono fantastici! Uno tira l”altro, li adoro!!! Complimenti cara, un abbraccio
Tommy
04/08/2011 alle 11:35Grazie, anche noi ne andiamo matti 🙂
Una nostra amica cecoslovacca, quando viene a trovarci (e lo fa spesso) E-S-I-G-E i coccoli 🙂
Tom