Panzanella: un piatto povero in stile toscano
La panzanella è un piatto della tradizione contadina toscana, ed è curioso che una ricetta nata per non buttare via niente sia diventata un’icona regionale: in un’osteria di Firenze l’abbiamo trovata in menù a 10 euro. Sull’origine del nome non c’è accordo, c’è chi la fa derivare da pane più zanella, cioè il piatto o la zuppiera, e chi da panzana. Quello che è certo è da dove nasce: dal detto contadino “qui un si butta via nulla, nemmeno i’ pane secco”.
Per rendere commestibile il pane raffermo lo si inumidiva e lo si condiva con quello che l’orto dava, aceto, cipolla e pomodoro. È talmente antica che se ne trovano tracce già nei versi cinquecenteschi del Bronzino, dove però il pomodoro non compare ancora: era appena arrivato dall’America (la citazione completa, portata da Francesca nei commenti, la trovate più sotto).
Quello che non ci va dentro
E qui arriva la parte su cui vale la pena essere chiari, perché in giro se ne vedono di tutti i colori. Nella panzanella non ci va il tonno. Non ci vanno il sedano, le olive, il finocchio, la carota, il peperone, le acciughe. Non è una ricetta per svuotare il frigorifero, non vale “icchè c’è c’è”: è un piatto povero, ma povero non vuol dire casuale.
Quello che ci va oggi
La vera panzanella oggi si fa con pomodoro maturo, meglio se lungo tipo san marzano, cipolla rossa, aceto vero di vino rosso, basilico fresco in abbondanza, pane raffermo toscano, sciocco e possibilmente cotto a legna, sale, pepe nero macinato al mulinello e olio extravergine. L’unica eccezione ammessa è il cetriolo, e solo in alcune province toscane.
Il pane è l’ingrediente che decide tutto. Deve essere quello toscano senza sale, perché quello salato o industriale nell’ammollo si spappola. E va strizzato con decisione dopo il bagno in acqua e aceto: se resta troppo bagnato la panzanella diventa una poltiglia acquosa e l’aceto copre il sapore di tutto il resto. Poi si serve fredda, che d’estate è metà del motivo per cui la si fa.
“Basterà ricordare i versi che il cinquecentesco pittore Bronzino dedicò a questo piatto:
«chi vuol trapassar sopra le stelle / en’tinga il pane e mangia a tirapelle / un’insalata di cipolla trita / colla porcellanetta e citriuoli / vince ogni altro piacer di questa vita / considerate un po’ s’aggiungessi bassilico / e ruchetta»
Ovviamente non cita i pomodori perché ancora non venivano usati nell’alimentazione in quanto appena giunti dall’America vennero considerati piante ornamentali; mette però l’erba porcellana (o portulaca o sportellacchia) oggi non più usata e la ruchetta divenuta ai giorni nostri comunissima, ma fino a pochi anni fa quasi introvabile sul mercato (tranne nel Lazio e nel Veneto dove viene chiamata rucola).” (Francesca)
Panzanella
Ingredienti
- 12 fette di pane toscano raffermo pane sciocco, meglio se cotto a legna
- 5-6 pomodori lunghi ben maturi tipo san marzano
- 1 cipolla rossa
- qb basilico fresco in abbondanza
- 1 cetriolo facoltativo
- qb aceto di vino rosso aceto vero di vino
- qb olio extravergine di oliva
- qb sale
- qb pepe nero macinato al momento
Istruzioni
- Mettete le fette di pane raffermo a mollo in acqua e aceto per 10/15 minuti.
- Nel frattempo tagliate i pomodori a dadini, affettate finemente la cipolla e, se lo usate, il cetriolo. Spezzettate il basilico.
- Strizzate il pane con le mani, eliminando bene l’acqua in eccesso, e sbriciolatelo in una zuppiera.
- Unite le verdure al pane, mescolate e condite con olio extravergine, sale e pepe nero macinato sul momento.
- Servite freddo. Se potete, tenete la panzanella in frigorifero una mezz’ora prima di portarla in tavola.
Note
Nutrition





16 Commenti
Yrma
25/06/2012 alle 17:01Ragazziiii, domani a pranzo la preparo per il mio “highlander” compagno :-DDDD Poi vi faccio sapere ma dovrebbe esser ben facile da fare 😉 W le tradizioniiiii!
Tommy
25/06/2012 alle 17:06Ah ah ah highlander !!!
Dai, facci sapere!
Francesca
05/09/2011 alle 12:07… attenzione attenzione!!! Qui c’è un errore negli ingredienti: il cetriolo esiste da sempre con la panzanella, è il pomodoro che è stato aggiunto dopo….
…. “Basterà ricordare i versi che il cinquecentesco pittore Bronzino dedicò a questo piatto: «chi vuol trapassar sopra le stelle / en’tinga il pane e mangia a tirapelle / un’insalata di cipolla trita / colla porcellanetta e citriuoli / vince ogni altro piacer di questa vita / considerate un po’ s’aggiungessi bassilico / e ruchetta».
Ovviamente non cita i pomodori perché ancora non venivano usati nell’alimentazione in quanto appena giunti dall’America vennero considerati piante ornamentali; mette però l’erba porcellana (o portulaca o sportellacchia) oggi non più usata e la ruchetta divenuta ai giorni nostri comunissima, ma fino a pochi anni fa quasi introvabile sul mercato (tranne nel Lazio e nel Veneto dove viene chiamata rucola).”
Dopo questa precisazione dico: io la panzanella senza pomodori non la mangio 🙂 ……….
Tommy
05/09/2011 alle 12:38Beh, è chiaro che i piatti della tradizione (e quindi con origini antichissime) hanno subito evoluzioni e variazioni negli anni. Anche un semplice pollo oggi viene cucinato diversamente da come si faceva nel ‘500. Probabilmente i nostri nipoti (se mai mangeranno panzanella non in pillole) avranno una ricetta diversa, magari con cetriolo transgenico al gusto di pomodoro e rucola… bischerate a parte, concordo con la tua precisazione. Nel mio articolo ovviamente non mi stavo riferendo alla panzanella cinquecentesca ma bensì alla panzanella “odierna”, a quella nata dopo la diffusione del pomodoro a scopi alimentari (e la sua introduzione nella panzanella). Certo è che neppure io mangerei panzanella senza pomodoro oppure panzanella con la carota (la sua croccantezza mi stona a palla con la sofficità del piatto) per non parlare del tonno (bleah!) o dell’uovo sodo. Stasera correggo l’articolo e se me lo permetti, vorrei citarti come fonte della revisione!
Grazie e a presto!
Francesca
07/09/2011 alle 09:19… ma certo!!! Era solo una precisazione storica…. 🙂 E’ una discussione che prendiamo tutte le volte d’estate quando mangiamo in compagnia la prima panzanella….
A casa mia si fa con pane raffermo pomodoro cipolla qualche foglia di basilico (niente aceto perche’ a me non piace 🙂 ) e se c’e’ anche il cetriolo.
Ho invece scoperto che nei dintorni di Firenze (dove abito adesso) la fanno senza pomodoro ( la chiamano panzanella o pan molle..) e la prima volta sono rimasta basita!!
“La panzanella senza pomodoro?? Ma se a casa mia la panzanella si fa per smaltire la quantità industriale di pomodori dell’orto di mio padre!!!!” … e via la discussione sulle origini di questo piatto….
Mi tocca dargli ragione, ma la versione pomodorosa è tutt’altra cosa!!!
Tommy
07/09/2011 alle 13:27Eh eh eh, le discussioni in famiglia sono una cosa che conosco bene! Da me succede con la ribollita… Vedrai che bella discussione verrà fuori 🙂
Grazie e a presto!
Tom
Mirty Quibibes
01/09/2011 alle 01:26Buonissimaaa!! Per me che sono fiorentina d’adozione poi è d’obbligo quanto la ribollita! 😀
Grazie per esser passata dal mio blog e per il bel commento! 😀
Seguimi se ti va e se vuoi diventa mia follower!
A prestissimo! 🙂
Ilaria
01/09/2011 alle 08:26Ciao!!! E’ sempre un piacere leggere i tuoi post.
Sono già iscritta tra i tuoi followers… non potrei perdermi nessuna puntata del tuo diario. 🙂 🙂
stefania
31/08/2011 alle 21:53è un piatto che mi ricorda la mia infanzia, lo adoro
Ilaria
31/08/2011 alle 23:08E’ un piatto tipico delle nostre estati che impariamo a conoscere da piccoli e apprezziamo da grandi… 😉
ileana ribes e cannella
31/08/2011 alle 12:17un piatto estivo fresco e buonissimo!!
Tommy
31/08/2011 alle 13:07Davvero… purtroppo l’estate sta per finire… noooooo l’autunno nooooooooo!!!
Al Cuoco!
31/08/2011 alle 11:18l’ho fatta una volta, ma la mia ricetta diceva di tostare il pane in un intingolo di olio e aceto.
Seguirò le indicazioni di un toscano doc! 🙂
Tommy
31/08/2011 alle 13:06Eh eh, toscano verace!!!!
Probabilmente la tostatura è per “simulare” il pane raffermo.
Le Ricette di Tina
31/08/2011 alle 08:48Siiiii è buonissima!!l’ho fatta anch’io una volta..e piacque molto!!ottima la tua versione!!buona giornata
Ilaria
31/08/2011 alle 08:54E’ un piatto tipicamente estivo che non manca mai dalle tavole di noi fiorentini.
Buona giornata anche a te.