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Panino al lampredotto

panino al lampredotto

Il lampredotto: il panino di Firenze

Il lampredotto è il panino di Firenze. Lo trovate nei chioschi sparsi per il centro, a ogni ora del giorno. Chi lo prepara si chiama lampredottaio. In città però molti dicono trippaio, perché gli stessi banchi vendono anche la trippa alla fiorentina.

Non è un piatto da ristorante. È un piatto da marciapiede. Si mangia in piedi, in cinque minuti, con un bicchiere di vino della casa appoggiato sul banco. E costa poco, cosa che a Firenze non è più tanto scontata.

Che taglio è il lampredotto

Come taglio, il lampredotto è uno dei quattro stomaci del bovino. Ha gusto deciso e colore scuro.

Per la precisione è il quarto, l’abomaso: l’unico vero stomaco, quello dove agiscono i succhi gastrici. Gli altri tre sono prestomaci: rumine, reticolo e omaso. Nel resto d’Italia finiscono tutti insieme sotto la parola trippa. Firenze invece li distingue uno per uno e li chiama con nomi suoi: croce, cuffia, centopelle. È una città che sulle frattaglie ha un vocabolario da specialisti.

Il lampredotto stesso è fatto di due parti attaccate. La gala è la porzione magra e increspata. La spannocchia è più chiara, più grassa e gelatinosa. I lampredottai le usano insieme, ma potete chiederne una sola. La gala per chi vuole il morso asciutto, la spannocchia per chi cerca la parte che si scioglie.

Il nome sembra arrivare da lampreda, un’anguilla che un tempo viveva in Arno. Il lampredotto le somiglia nel colore e nelle pieghe. Lo storico Franco Cardini la spiega anche in un altro modo. La lampreda era pesce da signori. Il lampredotto era la versione dei poveri, la cosa che le somigliava e che potevi permetterti.

Una storia lunga

Il lampredotto non è una moda recente, è uno degli street food più antichi d’Italia.

Già nel Quattrocento la trippa si vendeva sulle panche, nei vicoli e nelle piazze di Firenze. I trippai erano una corporazione importante, seconda solo a quella dei macellai. Ai tempi dei Medici avevano le botteghe sul Ponte Vecchio. Comodissimo, perché gli scarti finivano dritti in Arno. Poi arrivarono gli orafi e il granduca sfrattò i trippai. Ecco perché oggi sul ponte trovate anelli e non frattaglie.

Il lampredotto come lo conosciamo noi però è soprattutto una storia dell’Ottocento, e ha un quartiere preciso: San Frediano. Lì, verso la metà del secolo, aprirono i macelli lungo l’attuale lungarno Soderini. In grandi calderoni si bolliva la trippa, poi la distribuivano in città. Da quei calderoni partivano i venditori ambulanti con i loro carretti, i barrocci. Si piazzavano dove c’era gente: davanti a San Lorenzo nei giorni di mercato, davanti alle fabbriche all’ora della merenda.

Vasco Pratolini li mette dentro Il Quartiere, con gli operai che fanno colazione al banco. E c’era anche un modo di dire che spiegava il calendario: “sabato trippa!”. Si macellava fra giovedì e venerdì, la roba non si conservava, quindi il sabato era il giorno buono.

La cottura fa tutta la differenza

La cottura fa tutta la differenza. I lampredottai lo tengono immerso nel brodo vegetale per molte ore. Il fuoco resta bassissimo e il tempo è lungo. Solo così la carne diventa morbidissima e saporita. Poi il lampredottaio la taglia a striscioline sottili e riempie il panino.

Il brodo non è acqua e sale. Dentro ci vanno cipolla, sedano, carota, pomodoro e qualche chiodo di garofano. A fine cottura quel brodo è il vero patrimonio del banco. Più il pentolone lavora, più il brodo diventa buono. Nei chioschi storici non finisce mai davvero.

L’altra cosa che conta è il coltello. Il lampredotto si taglia sul tagliere, a mano, in striscioline sottili. Non a cubetti, non a pezzi grossi. I lampredottai lo fanno in tre secondi senza guardare. A casa le prime volte vi verrà male.

Il gesto che non dovete saltare

C’è un gesto che non dovete saltare. Prima di chiudere il panino, inzuppate la metà superiore del pane nel brodo di cottura. Il pane resta morbido e porta con sé tutto il sapore del brodo.

Il pane, a Firenze, è la semelle: un panino tondo e morbido, con la crosta sottile. Assorbe senza sfaldarsi. Al banco vi chiederanno “bagnato?”. Vogliono sapere se il panino intero deve fare un tuffo nel pentolone prima di arrivarvi in mano. Rispondete di sì almeno una volta nella vita.

Sopra ci va la salsa verde: prezzemolo tritato, olio, sale e pepe. Chi vuole aggiunge aglio e peperoncino. Nei chioschi la salsa verde vera porta anche mollica bagnata nell’aceto, capperi e acciughe. È quell’acidità che taglia il grasso.

E poi c’è la seconda salsa, quella rossa, il piccante: olio, peperoncino, a volte pomodoro concentrato. Sono due scuole di pensiero, e la risposta giusta alla domanda “verde o piccante?” è: tutte e due. Su un panino così il peperoncino non è una bravata: è proprio la cosa che rimette in equilibrio il boccone.

Non è la trippa alla fiorentina

Al banco vendono anche la trippa: ricordate che sono due piatti diversi.

La trippa alla fiorentina è un altro taglio, i prestomaci. Si taglia a striscioline e si stufa nel pomodoro con il soffritto. Arriva nel piatto con una manciata di parmigiano. È un secondo, si mangia seduti, si mangia col cucchiaio.

Il lampredotto è brodo, non sugo. Non ha pomodoro nel piatto, non ha formaggio, non ha bisogno di un tavolo. Se qualcuno vi propone un lampredotto in umido col parmigiano, state mangiando un’altra cosa.

Una nota per i diffidenti: nonostante la fama, siamo di fronte a una carne magrissima. Cento grammi di trippa stanno poco sopra le cento calorie. Il colesterolo c’è, il grasso quasi no.

Il mio trippaio

Ho un ricordo preciso legato a questo panino. Da studente universitario facevo merenda dal trippaio di viale Morgagni. Lo avevo soprannominato Il Sudecio, e il soprannome dice già abbastanza. Il lampredotto però era ottimo.

E credo sia proprio questo il punto del lampredotto: non è un cibo che si giudica dall’ambiente. Il banco può essere unto. La tovaglietta può non esserci. Il vino può arrivare in un bicchiere di plastica. Quello che conta è il pentolone, quanto tempo ci sta dentro la carne e da quanti anni quel brodo va avanti. Ho visto file di venti persone davanti a chioschi bruttini. E file di zero persone davanti a locali bellissimi.

Se passate da Firenze e volete andare sul sicuro, partite dai banchi storici del Mercato Centrale e di Sant’Ambrogio. Anche il centro fra piazza dei Cimatori e via de’ Macci non delude. Ma il metodo migliore resta un altro: guardate dove si ferma chi ha la tuta da lavoro.

Farlo a casa

A casa la ricetta è semplice e serve soprattutto pazienza. Fra brodo e cottura ci vogliono tre ore, quasi tutte senza fare niente. Ordinate il lampredotto al macellaio con qualche giorno di anticipo, perché non è un taglio sempre pronto al banco.

Chiedetelo già pulito, e chiedete se possibile gala e spannocchia insieme. Per quattro panini ne bastano 600-700 grammi.

Il procedimento è questo. Mettete in una pentola alta acqua fredda, una cipolla, una carota e una costa di sedano. Aggiungete due pomodori maturi (o un cucchiaio di conserva), qualche gambo di prezzemolo e due chiodi di garofano. Portate a bollore e calate il lampredotto intero. Da quel momento abbassate al minimo: deve sobbollire appena, con la superficie che fa qualche bolla ogni tanto e basta. Due ore e mezza, tre se il pezzo è grosso. Salate solo a metà cottura.

Quando la carne si fora senza resistenza con la forchetta, è pronta. Tiratela fuori, appoggiatela sul tagliere e tagliatela a striscioline sottili mentre è ancora bollente. Rimettetela nel brodo caldo fino al momento di servire. Se si asciuga diventa gommosa.

Poi montate il panino. Aprite la semelle, inzuppate la parte superiore nel brodo, riempite di lampredotto ben caldo, salate, pepate, salsa verde, salsa piccante. Chiudete e schiacciate leggermente con la mano. Mangiatelo subito, in piedi, con due mani e un tovagliolo sotto.

Il brodo che avanza non si butta mai. Filtratelo e congelatelo: è la base di una zuppa che vi ricorderà Firenze in gennaio.

Lampredotto

Panino al lampredotto

Tommy
Il panino al lampredotto è lo street food più famoso di Firenze. Il quarto stomaco del bovino cuoce per ore nel brodo vegetale. Poi finisce dentro un panino, con la salsa verde di prezzemolo.
Nessun voto
Preparazione 15 minuti
Cottura 3 ore
Tempo totale 3 ore 15 minuti
Portata Secondo piatto
Cucina Toscana
Porzioni 6 persone
Calorie 297 kcal

Ingredienti
  

  • 700 g di lampredotto
  • 6 panini
  • 1 cipolla
  • 1 costa di sedano
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 carota
  • 1 pomodoro
  • qb prezzemolo
  • qb sale
  • qb pepe
  • qb peperoncino facoltativo, per la salsa verde

Istruzioni
 

  • Versate 4 litri d’acqua in un pentolone e salate. Unite la cipolla, la carota, l’aglio, il sedano, il pomodoro e metà del prezzemolo. Portate a bollore.
  • Dopo un’ora unite il lampredotto lavato. Abbassate subito la fiamma al minimo. Cuocete circa due ore, sempre a fuoco bassissimo.
  • Preparate la salsa verde. Tritate il prezzemolo rimasto e conditelo con olio, sale e pepe. Se vi piace, aggiungete uno spicchio d’aglio e del peperoncino.
  • Tagliate il lampredotto a striscioline. Aprite i panini a metà e immergete la metà superiore nel brodo di cottura. Farcite con il lampredotto e coprite con la salsa.

Note

Il brodo di cottura serve anche alla fine. Inzuppate la metà superiore del panino, così il pane resta morbido e prende sapore.
Il lampredotto vuole tempi lunghi e fuoco basso. Se l’acqua bolle forte la carne resta gommosa.
Ordinate il lampredotto al macellaio con qualche giorno di anticipo. Non è un taglio sempre pronto al banco.
La salsa verde si prepara anche in anticipo. Copritela con un filo d’olio e tenetela in frigorifero.

Nutrition

Calorie: 297kcalCarboidrati: 30gProteine: 24gGrassi: 10gGrassi saturi: 3gGrassi polinsaturi: 2gGrasso monoinsaturo: 3gGrassi trans: 0.1gColesterolo: 494mgSodio: 312mgPotassio: 496mgFibre: 1gZucchero: 15gVitamina A: 3675IUVitamin B1: 0.4mgVitamin B2: 3mgVitamin B3: 10mgVitamin B5: 5mgVitamin B6: 1mgVitamin B12: 32µgVitamina C: 16mgVitamin D: 1µgVitamin E: 0.4mgVitamin K: 3µgCalcio: 82mgFerro: 6mg
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Lampredotto

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68 Commenti

  • RIspondi
    carla emilia
    30/04/2012 alle 20:55

    Qui mi butto a pesce: il lampredotto mi piace tantissimo! Brava come sempre. Un bacione e buona festa

  • RIspondi
    Emanuela
    30/04/2012 alle 13:12

    Molto più che invitante! 🙂
    Un bacione!

    • RIspondi
      Ilaria
      30/04/2012 alle 13:18

      Un vero panino fiorentino doc… 😉
      Un abbraccio e buon lunedì (spero di ponte anche per te!).

  • RIspondi
    Antonella
    30/04/2012 alle 10:43

    Riesci sempre a rendere ogni tuo piatto uno spettacolo.. che buono

    • RIspondi
      Ilaria
      30/04/2012 alle 11:11

      Grazie cara, sei sempre troppo gentile!
      Buon lunedì!

  • RIspondi
    Enza
    30/04/2012 alle 09:32

    ne ho sempre sentito parlare ma mai l’ho mangiata..o almeno mai da solo in un panino come fate
    a Firenze,.da noi la si mette insieme alla trippa,cento pelle ecc per fare il brodo per la zuppa!!
    appena ripasso per Firenze verro’ a mangiarla….
    Buona settimana!!

    • RIspondi
      Ilaria
      30/04/2012 alle 11:10

      Il panino al lampredotto è d’obbligo quando si gira per le vie del centro.
      Buona settimana anche a te!

  • RIspondi
    emi
    29/04/2012 alle 23:25

    mai provato…ma ha tutta l’aria di essere gustoso!!complimenti… ^^

    • RIspondi
      Ilaria
      30/04/2012 alle 11:09

      Lo si trova solo a Firenze e solo nei chioschi. Altrove è praticamente introvabile a meno di qualche occasione particolare.
      Un bacio.

  • RIspondi
    maria
    29/04/2012 alle 22:08

    Caspita che bel panino!!!

    • RIspondi
      Ilaria
      30/04/2012 alle 11:08

      Un panino fiorentino doc!! 🙂
      Buon lunedì (spero di ponte anche per te!).

  • RIspondi
    Ely
    29/04/2012 alle 21:54

    Oh e qui cado, lo mangio d’estate quando vado in Toscana al mare e alle feste di paese c’è sempre qualche banchetto è una meraviglia… Baci

    • RIspondi
      Ilaria
      30/04/2012 alle 11:07

      Infatti, oramai lo si trova solo nei chioschi. Nelle sagre di paese è d’obbligo!
      Un abbraccio.

  • RIspondi
    marisa
    29/04/2012 alle 16:53

    Mi incuriosisce molto questa ricetta :))) sarà difficile trovare la materia prima :))
    un bacione

    • RIspondi
      Ilaria
      30/04/2012 alle 11:07

      E’ un vero panino tipico fiorentino! Anche da noi non lo si trova sempre.
      Un bacione anche a te!

  • RIspondi
    Chiara
    29/04/2012 alle 14:45

    Ciao..spero di farti cosa gradita..ma sul mio blog troverai un premio per te (sezione premi) ^_^

    • RIspondi
      Ilaria
      29/04/2012 alle 15:35

      Grazie mille tesoro, sei stata gentilissima a pensare a noi!! Di fortuna c’è sempre bisogno!
      Un abbraccio grande grande.
      Buona domenica.

  • RIspondi
    ombretta
    29/04/2012 alle 13:18

    Ciao Ilaria , ne avevo sentito parlare del lampredotto ma non sapevo che parte fosse effettivamente dell’animale… a dire la verita’ pensavo non mi piacesse quando ho letto ma a vedere il tuo panino mi fa venir fame:-) e allora se mi capita di passare per la Toscana voglio provare uno di questi panini! baci

    • RIspondi
      Ilaria
      29/04/2012 alle 14:18

      Non ne sono certa, ma secondo me lo si trova solo a Firenze e dintorni.
      A me non piace molto, ma Tommy lo adora. Ogni volta che lo trova a vendere si fa tentare da questo panino.
      Buona domenica!

  • RIspondi
    speedy70
    29/04/2012 alle 10:57

    adoro queste ricettine regionali!!!!!

    • RIspondi
      Ilaria
      29/04/2012 alle 14:16

      Grazie Speedy. Ci stiamo divertendo molto a paetecipare a questa rubrica e stiamo scoprendo tantissimi piatti che non conoscevamo assolutamente.

  • RIspondi
    grazia
    28/04/2012 alle 22:55

    La trippa mi piace molto…e cosa poi non mi piace???…. e mia madre la cucina molto bene ma con modalità diversa e ti dico che a quest’ora della sera mi mangerei un panino come questo..
    Bella e dettagliata la spiegazione..salvo la ricetta!
    Un bacione

    • RIspondi
      Ilaria
      29/04/2012 alle 14:19

      Dai trippai fiorentini si trova sia la trippa che il lampredotto. Adesso che mi ci fai pensare la trippa potrebbe essere una delle prossime ricettine regionali…
      Un bacio e buona domenica!

  • RIspondi
    sabrina
    28/04/2012 alle 17:02

    Mai sentito: da provare. Grazie per la tua ricetta e buona domenica

    • RIspondi
      Tommy
      28/04/2012 alle 19:11

      Prego, grazie della visita e buona domenica anche a te!

  • RIspondi
    Stefania
    28/04/2012 alle 14:36

    ‘ tocco è passato da un pò ma me lo mangerei ben volentieri uno adesso, mannaggia quanto tempo che non mi gusto un bel panino così. Sono anni che non salgo o scendo (a seconda di dove mi trovo) a Firenze…

    • RIspondi
      Tommy
      28/04/2012 alle 19:11

      Io invece ne farei volentieri a meno di dover andare a Firenze tutti i giorni (o quasi)… scherzi a parte, ho mangiato un panino al lampredotto dal trippaio non tanto tempo fa.

  • RIspondi
    delizia divina
    28/04/2012 alle 12:59

    che bel panino invitante!!!

    • RIspondi
      Tommy
      28/04/2012 alle 19:10

      … invitante davvero… e comincio ad avere fame 🙂

  • RIspondi
    Claudia
    28/04/2012 alle 11:14

    Amo la carne.. e sicuramente qusta farcitura per panini!!!! smackkkk buon sabato!

    • RIspondi
      Tommy
      28/04/2012 alle 19:09

      Anche a me piace la carne!! Buona domenica e grazie della visita!

  • RIspondi
    artù
    28/04/2012 alle 08:55

    Questa è una delizia vera e propria….il cibo “da strada” da assaporare camminando tra città meravigliose come Firenze è qualcosa di sublime!!!

    • RIspondi
      Tommy
      28/04/2012 alle 19:08

      Il lampredotto è una vera istituzione in città… ed è decisamente bello passeggiare per le vie del centro con un bel panino…

  • RIspondi
    Mary
    28/04/2012 alle 08:28

    Mai assaggiato, ma a vederlo mette una voglia ! Buona giornata 🙂

    • RIspondi
      Tommy
      28/04/2012 alle 19:04

      Vero, in particolare verso quest’ora… quando comincio ad avere decisamente fame.

  • RIspondi
    Zenzero Blu
    28/04/2012 alle 07:26

    Mai assaggiato, ma mette appetito!!Comunque complimenti!!!

    • RIspondi
      Tommy
      28/04/2012 alle 19:03

      E’ un piatto che si trova quasi esclusivamente a Firenze… ti consiglio di assaggiarlo!

      Buona serata

  • RIspondi
    Chiara
    28/04/2012 alle 00:52

    Un morsetto nonostante l’orario orrendo si può??????? fa una voglia pazzesca!

    • RIspondi
      Tommy
      28/04/2012 alle 19:03

      Ma certi che si può! Il lampredotto è buono a tutte le ore… sai che i chioschetti sono aperti anche di notte?

  • RIspondi
    Le mezze stagioni
    28/04/2012 alle 00:37

    che buonooooo 🙂 Gli do un morso e vado a letto…ok??? 😉

    • RIspondi
      Tommy
      28/04/2012 alle 18:56

      Ok, dai, io quasi quasi lo preparo in settimana.

  • RIspondi
    donaflor
    27/04/2012 alle 23:42

    eh no…no…sicuramente non è da farsi sfuggire questo gustoso panino al lampredotto!!! sarà buonissimo! ma sai che non conoscevo questa parte del bovino? grazieeeee di questa informazione e di questo panino stupendo!
    bacioni

    • RIspondi
      Tommy
      28/04/2012 alle 18:56

      Non è una parte nobile e credo che al di fuori della Toscana sia veramente poco diffusa e difficile da trovare. Però se chiedi al macellaio probabilmente saprà darti info più precise.

  • RIspondi
    Chiara
    27/04/2012 alle 23:24

    non ho mai avuto l’occasione di mangiarlo, la prossima volta che ritorno a Firenze non me lo lascerò scappare! Ricordo un trippaio vicino al mercato del porcellino, dal suo banchetto si sprigionavano vapori e profumi deliziosi….buon weekend…

    • RIspondi
      Tommy
      28/04/2012 alle 18:54

      Il trippaio del mercato è famosissimo, secondo me lì vai sul sicuro!

  • RIspondi
    elena
    27/04/2012 alle 22:34

    Splendido questo panino… a Firenze sì che sapete cucinare la trippa, la più buona che ho assaggiato in vita mia …una piccola trattoria vicino al Battistero ..una via laterale….cerco di ricordare ma magari ha già cambiato 3 gestioni diverse , parlo di 14 anni fa….
    Simpatiche le frasi in dialetto, ma il bello è sentirli dal vivo, è la vostra parlata che è simpatica!!!
    Un bacione, elena

    • RIspondi
      Tommy
      28/04/2012 alle 18:54

      Fiorentini trippai e mangia fagioli… tutto vero 🙂
      La trippa si mangia buona in tante trattorie fiorentine… è uno dei piatti tipici e più famosi.

      Buona giornata

  • RIspondi
    tina
    27/04/2012 alle 22:25

    HO L’ACQUOLINA,Anche se ho già cenato,meraviglioso questo panino:)

    • RIspondi
      Tommy
      28/04/2012 alle 18:51

      Ah ah ah … anche io ne vado matto!

  • RIspondi
    Yrma
    27/04/2012 alle 22:20

    Un celebre panino per una meravigliosa realizzazione ad hoc!!! Bravissimiiiii ragazzi!!!!Voi onorate alla grande la vostra bellissima terra!!!!Un bacio e buon we

    • RIspondi
      Tommy
      28/04/2012 alle 18:51

      Ciao Yrma, grazie!!! Troppo buona!!

  • RIspondi
    sabina
    27/04/2012 alle 22:19

    questo lo conosco, lo aveva fatto Irene Grandi ad una trasmissione di cucina.
    baci

    • RIspondi
      Tommy
      28/04/2012 alle 18:49

      Ah, Irene Grandi… l’ho incontrata un paio di volte in giro per la città, ma mai a mangiare il lampredotto 🙂

  • RIspondi
    Le Ricette di Tina
    27/04/2012 alle 22:06

    mai assaggiato ma mette appetito solo a guardarlo!!bravissimi!!ciao ragazzi

    • RIspondi
      Tommy
      28/04/2012 alle 18:46

      Ma sai che anche io l’ho scoperto da grandicello… e spesso mi fermo ancora a mangiare dai trippai fiorentini.

      Ciao Tina, a presto!

  • RIspondi
    Semplicemente Buono
    27/04/2012 alle 22:03

    Non l’avevamo mai sentito!! Certo che ne abbiamo ancora di cose da imparare, e sopratutto da assaggiare!!!! Adesso con questa rubrica non abbiamo più scuse!
    Buon fine settimana!

    • RIspondi
      Tommy
      28/04/2012 alle 18:45

      Questa rubrica è davvero una bella risorsa di idee e di spunti!

  • RIspondi
    Babi
    27/04/2012 alle 22:02

    Ragazzi questa è una specialità che chi passa per Firenze non dovrebbe lasciarsi scappare per nessun motivo… È spettacolare, vorrei provare a prepararlo, ma sono certa che mangiato per le strade della vostra splendida città abbia tutto un altro sapore. Grazie davvero, foto splendide!

    • RIspondi
      Ilaria
      28/04/2012 alle 17:48

      E’ davvero d’obbligo il panino con il lampredotto quando si girella per le strade del centro.
      Buon weekend tesoro!

  • RIspondi
    Elly
    27/04/2012 alle 22:02

    Pur essendo andata svariate volte a Firenze non mi sono mai imbattuta in un panino col lampredotto! E’ una lacuna da colmare la prossima volta che tornerò!!!
    In tutto il post mi è rimasto un dubbio…. Ma Matilde, chi è??? Hahahaha Grazie per il sorriso che mi hai dato anche stasera!!! Baciotti a te e signora!!!

    • RIspondi
      Ilaria
      28/04/2012 alle 17:47

      Questo panino lo si trova solo nei chioschi, in altri locali è praticamente impossibile da trovare. Il suo sapore è decisamente particolare. Io non lo gradisco troppo, a differenza di Tommy che invece lo adora… 🙂
      Matilde è la figlia di Tommy, che in questi giorni ha avuto un po’ di febbre e per questo motivo non poteva bagnarsi…
      Buon weekend!

  • RIspondi
    2 amiche in cucina
    27/04/2012 alle 21:56

    mai assaggiato, ma mi incuriosisce molto, quante cose sto imparando….baci e buon weekend

    • RIspondi
      Ilaria
      28/04/2012 alle 17:44

      E’ vero, questi giri culinari ci fanno scoprire tantissime squisitezze.
      Buon weekend anche a te!

  • RIspondi
    Renata
    27/04/2012 alle 21:45

    Che splendida presentazione per un panino famosissimo!!!!!!!!!!
    Complimenti Tommaso!!!!!
    e grazie mille di tutte le informazioni e della ricetta proverò a prepararlo anch’io!!!!!!!
    Buon fine settimana!!!!!!!!!

    • RIspondi
      Ilaria
      28/04/2012 alle 17:44

      Questo panino è tipicissimo di Firenze. Non so se nel resto della Toscana viene preparato.
      Buon weekend anche a te!

  • RIspondi
    Rumi
    27/04/2012 alle 21:42

    uuhhh sembra buonissimo tesoro!!! Peccato non aver saputo prima della sua esistenza altrimenti a firenze un pensierino ce lo facevo!
    In siclia abbiamo anche un piatto simile ma lo chiamiamo “u paninu cha meusa” a è fatto con tutti i tipi d’interiora possibili…
    Il tuo invece sembra così buono!!!
    bravissimi entrambi! bacioni e buon week end!

    • RIspondi
      Ilaria
      28/04/2012 alle 17:42

      Il lampredotto lo si trova a vendere solo nei chioschi. E’ una vera rarità trovarlo in qualche ristorante.
      Buon weekend anche a te tesoro!

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