Un risotto povero e quasi dimenticato, fatto con le cime di ortica raccolte nei campi. La versione toscana rivista: niente burro, ma formaggio fresco a fine cottura per dare cremosità e smorzare il retrogusto amaro.
Lavate accuratamente l'ortica maneggiandola con i guanti e tenete soltanto le cime e le foglie più tenere.
Fate bollire 100 g di ortica in mezzo litro d'acqua per 15 minuti. Tenete da parte l'acqua di cottura, servirà per portare avanti il risotto. Sminuzzate con la mezzaluna l'ortica rimasta.
Tagliate la cipolla finissima e fatela soffriggere con un filo d'olio extravergine. Quando è imbiondita unite l'ortica sminuzzata e le foglie di menta e fate rosolare qualche minuto, aggiungendo qualche cucchiaio di acqua di cottura dell'ortica.
Unite il riso e fatelo tostare. Sfumate a fiamma viva con il vino bianco.
Quando il vino è ritirato portate a cottura aggiungendo poco alla volta il brodo vegetale e l'acqua di cottura dell'ortica. Aggiustate di sale e pepe.
A fuoco spento mantecate con il formaggio fresco (oppure con il burro) e il parmigiano. Lasciate riposare qualche minuto prima di servire.
Note
L'ortica va sempre raccolta con i guanti e va sempre cotta: la cottura elimina il potere urticante.Raccogliete solo le cime tenere, lontano dai bordi delle strade e dai campi trattati.Il formaggio fresco al posto del burro alleggerisce il piatto e smorza il lieve retrogusto amaro dell'ortica. Con il burro il risotto viene più ricco e leggermente più amaro.Non buttate l'acqua in cui avete lessato l'ortica: usata al posto di metà del brodo dà al risotto colore e sapore.