lievito

Babà al rum

babà

Dopo l’invito che abbiamo ricevuto da parte di Barbara per partecipare al suo contest, abbiamo cominciato a pensare a quale ricetta poter proporre che prevedesse varie fasi: impastare, montare, mescolare. Il tema del contest è infatti legato al mondo dei robot da cucina che con le loro potenti “mani” di danno un grande aiuto. Il premio in palio, infatti, è un meraviglio Kitchen Aid.
Pensa e ripensa siamo giunti alla conclusione che un babà avrebbe potuto fare proprio al caso nostro. Ovviamente tutte le fasi della lavorazione possono essere effettuate anche a mano (proprio così come facevano le nostre nonne), ma con l’aiuto di un’impastatrice diventa tutto più facile!

Arriviamo giusto in extremis (il contest infatti terminerà domani), perché il tempo ci è stato “nemico” in questo mese di luglio ma non volevamo proprio mancare.

E adesso tutti con le mani in pasta che si comincia a lavorare… e ne vale davvero la pena visto che alla fine della giornata sarete ricompensati da una fetta come questa!!

babà fetta


Tempo: 3h + tempo di lievitazione Persone: 12 Calorie a persona: 450 Difficoltà: diffic


Ingredienti per il babà

  • 100 gr di burro 
  • 360 gr di Farina di forza
  • 20 ml di acqua
  • 15 gr di Lievito di birra
  • 5 uova
  • 50 gr di zucchero
  • Sale


Ingredienti per la bagna

  • 1 bicchiere di rum
  • 1 l di acqua
  • 350 gr di zucchero
  • scorza di limone


Ingredienti per crema chantilly al rum

  • 2 uova
  • 250 ml di latte
  • 40 gr di zucchero
  • 30 gr di farina
  • 180 ml di panna montata
  • 1 cucchiaio di rum


Ingredienti per la decorazione

  • 50 gr di cioccolato fondente
  • 10 fragole
  • 5 more
  • qualche rametto di ribes

Preparazione babà al rum

1. Sciogliete il lievito di birra nell’acqua tiepida assieme a un cucchiaino di zucchero. Aggiungete 45 gr di farina amalgamando accuratamente, lavorate brevemente fino a formare una pallina morbida ma non appiccicosa.

2. Immergete l’impasto in una ciotola d’acqua a temperatura ambiente e aspettate che salga in superficie. Ci vorranno dai 10 ai 15 minuti. A questo punto il lievito è attivo e si può procedere con la preparazione del babà.

3. Separate i tuorli dagli albumi; in un piatto rompete gli albumi con un pizzico di sale (senza montare eccessivamente).

4. In una ciotola capiente mettete il lievito che avrete tolto dall’acqua dopo averlo leggermente strizzato e, servendovi di una frusta, lavorate energicamente aggiungendo una parte delle chiare alternata a un cucchiaio di farina. Continuate fin quando non avrete terminato le chiare. Lavorate a lungo (10/15 minuti se lo fate a mano, 7/8 se vi servite di un’impastatrice) fino a ottenere un impasto liscio e abbastanza appiccicoso. Mettete a lievitare in un luogo tiepido fin quando non sarà raddoppiato di volume.

5. Iniziate a incorporare i tuorli alternando un tuorlo a una cucchiaiata di farina: non aggiungete il tuorlo successivo fino a quando il precedente non è incorporato completamente. Prima dell’ultimo uovo aggiungete lo zucchero rimasto e al termine, dopo che sarà incorporato, aggiungete il sale. Lavorate a lungo (almeno 10 minuti) eventualmente spostando in composto su una spianatoia infarinata.

6. Iniziate ad aggiungere il burro ammorbidito (non in pomata) aggiungendo pochi pezzetti alla volta, facendo incorporate prima di aggiungere altro burro. Quando il burro sarà terminato aggiungete la farina rimasta e lavorate ancora un po’. Man mano che lavorerete l’impasto vi accorgerete che la sua elasticità aumenta fino a staccarsi facilmente dalle mani (o dalla frusta).

7. Trasferite l’impasto in una ciotola abbastanza grande, coprite con la pellicola (bucherellata) e lasciate lievitare fin quando non sarà triplicato di volume.

8. Delicatamente, con le dita infarinate, rovesciate l’impasto su una spianatoia e fate un giro di pieghe: prendete un lembo d’impasto, allungatelo e portatelo verso il centro. Quando avrete terminato, rovesciate l’impasto e date una forma rotondeggiante.

9. Mettete l’impasto dentro l’apposito stampo ben imburrato e lasciate lievitare a riparo da correnti d’aria e sbalzi termici fin quando non avrà raggiunto (e superato…) il bordo.

lievitazione

10. Fate cuocere in forno statico preriscaldato a 200°C nella parte più bassa. Dopo 10 minuti abbassate la temperatura a 180°C e coprite la superficie con un foglio di alluminio per evitare che la parte che fuoriesce dallo stampo si bruci troppo in fretta. Continuate la cottura per altri 15/20 minuti verificando la cottura interna con uno stecchino mentre la superficie esterna dovrà risultare bella dorata. Sfornate e fate raffreddare completamente.

babà

11 Nel frattempo preparate la bagna. Scaldate l’acqua con la buccia di limone e fate sciogliere lo zucchero mescolando di continuo. Togliete dal fuoco, fate raffreddare e aggiungete il rum. Appoggiate il babà sopra una gratella con sotto un recipiente e servendovi di un ramaiolo bagnate più volte tutta la superficie fin quando il babà non risulterà completamente inzuppato.

babà

12. Preparate la crema pasticcera seguendo il procedimento indicato qui. Fate raffreddare in frigorifero mettendo a contatto della crema della pellicola trasparente in modo da evitare che si formi la crosta sulla superficie.

13. Recuperate la crema dal frigo, aggiungete il rum e mescolate amalgamando perfettamente. Montate la panna ben ferma e unitela alla crema pasticcera mescolando delicatamente dall’alto verso il basso.

panna montata

14. Riempite il foro centrale del babà con la crema chantilly al rum e decorate a piacere. Noi abbiamo usato fragole, more, rametti di ribes e scaglie di cioccolato fondente.

15. E dopo tanto lavoro… servitevi pure…

babà


Con questa ricetta partecipiamo al contest Get an Aid in the Kitchen organizzato dal blog La cucina di Barbara

Contest Get an Aid in the Kitchen

Pandolce all’uva

torta uva nera

Da giovane, quando avevo 19 anni e il mondo correva sotto la mia moto, tutto quello che accadeva attorno a me aveva un’importanza relativa. Adesso che sono cresciuto e non ho più la spensieratezza di un diciannovenne, mi domando spesso cosa sarà del nostro futuro e di quello dei nostri figli. 

Beh, a pensarci bene, noi giovani italiani facciamo vita da vitelloni, in casa con babbo e mamma faccendieri fino a 30 anni e anche oltre. In fondo abbiamo il calcio il sabato, la domenica, il lunedì, il martedì, il mercoledì e il giovedì, 7 telegiornali nazionali, il grande fratello, una macchina, il bar sotto casa, quindi cosa ce ne frega dell’economia, della manipolazione delle informazioni, della corruzione, del mercato del lavoro… 

Personalmente ho smesso di guardare i tg. Non ce la faccio, mi irritano. Non c’è una notizia che non sia faziosa (da una parte e dall’altra, destra e sinistra), manca il vero pluralismo, manca la vera informazione. Le trasmissioni televisive sono strumenti di distrazione di massa, sono poco più che distributori di gossip e di pettegolezzi. Ma in fondo è questo quello che vogliamo: distrazione. Ignorare lo stato delle cose e far finta che tutto vada bene. 

Siamo un popolo diviso e inconsapevole! Fatta l’Italia si devono ancora fare gli italiani, siamo ancora lì, no?

Non ci rendiamo conto che abbiamo l’Italia, un capitale che nessuno al mondo ha! Abbiamo lo Stivale, una Nazione bella e unica anche nella forma geografica. Ma vuoi mettere l’Italia con la Francia che sembra una macchia d’inchiostro? Oppure con la Spagna! O la Grecia! La Turchia che sembra una salsiccia! Noi siamo Lo Stivale! Unico al mondo e forse unico nell’universo.

Abbiamo una ricchezza culinaria che nessun altro paese possiede e questo perché siamo ricchi di storia, i nostri blog ne sono una prova. Ogni paesino, anche il più sperduto, può offrirti qualcosa di unico! Andate a mangiare in Inghilterra… cosa si mangia? Hamburger o Fish and Chips… buoni, eh, per carità Diddio! Ma insomma… Vai in Francia… grandi cuochi, grandi chef, nouvelle cousine… ma siete mai entrati in una brasserie a mangiare? Provateci e poi ne riparliamo.

Noi abbiamo la Cultura, quella con la C maiuscola, abbiamo la nostra Terra ricca di una varietà di paesaggi impressionante! Mi volto verso la finestra dell’ufficio e vedo il Duomo di Firenze. Ci pensate? Il Duomo di Firenze! E anche il mio carissimo amico che lavora in un’azienda agricola a Siena vede qualcosa di meraviglioso (e che invidio): la campagna! Ma anche tu che vivi a Palermo o ad Aci Trezza… oppure tu che sei di Venezia e tu che stai attraversando la Brianza… oppure un nostro carissimo lettore del Trentino che adesso sta lavorando ma ha negli occhi i riflessi delle Dolomiti. E che dire della Liguria (purtroppo flagellata in questi giorni dalle inondazioni)?

Per dirne una, abbiamo un capitale INESTIMABILE negli scantinati degli Uffizi e nessuno si preoccupa di valorizzarlo. Abbiamo i pittori più bravi al mondo esposti all’estero perché in Italia starebbero in una cantina umida e polverosa. Beh, non ci sono soldi. Sarà vero? Intanto si pensa di vendere il Colosseo. Mi viene da piangere, davvero. Mi rattrista vedere il mio Paese in questo stato. Però per fare il Ponte di Messina, inutile e dannoso quanto la neve ad agosto, sono stati stanziati miliardi di euro. MILIARDI, ragazzi, non migliaia. E cosa ce ne facciamo del ponte di Messina? Non lo vogliono neanche i Siciliani! Non sarebbe meglio aiutare l’Aquila? Ah, no, è vero, le cose utili no. Servono le grandi opere, serve riempirsi la bocca di parolone, da sempre.

Poi succede che andiamo all’estero e siamo i primi a farci belli, bravi e grandi. Ho fatto l’accompagnatore turistico durante gli anni dell’università e posso garantirvi che le cose stanno così. Appena usciamo dai confini ci sentiamo i migliori, il nostro caffè è insuperabile, il pollo della mamma ah! non ha eguali, il vino dello zio altro che questo acetello. Lo champagne? Macché, un bel prosecco, quello sì… e poi abbiamo Venezia, i musei Vaticani, il Duomo di Milano e il Palazzo Ducale! Quant’è bella la nostra Italia!!! Come si sta in Italia non si sta da nessun’altra parte. E poi si mangia bene!!!

Beh, il ragionamento non fa una piega per noi che siamo italiani. Ma quanti di noi fiorentini sono stati a visitare gli Uffizi? Quanto valorizziamo la nostra bella Italia? Perché ci sentiamo i migliori e poi siamo il fanalino di coda dell’Europa?

Perché, cazzo, parlando dell’Italia due potenti possono permettersi un risolino idiota in una conferenza stampa mondiale e prenderci per i fondelli ben bene? Forse perché siamo i primi a prendere in giro gli altri o forse perché più semplicemente abbiamo un’intera classe politica fatta di pagliacci incollati alla sedia e incapaci di fare il bene dell’Italia?

Io non capisco… è vero, gli imbecilli sono ovunque, la corruzione e la depravazione anche: Francia, Germania, Spagna, Grecia, Stati Uniti, ma noi dobbiamo guardare nel nostro piatto e capire che c’è una misura e un limite a tutto. Ci mandano in pensione a 90 anni? E che ci frega, tanto mica ci arrivo a 90 anni (sentita in treno). Ci dicono che *tutti* devono fare sacrifici, però omettono il *voi*, cioè *tutti voi*, cioè NOI lavoratori onesti e non LORO.

Dobbiamo essere orgogliosi di essere italiani, orgogliosi del nostro meraviglioso Paese, fiduciosi nei nostri mezzi e nelle nostre capacità!

Siamo un popolo di inventori e di menti brillanti, perché allora non siamo capaci di dare la svolta all’Italia?

Dobbiamo insegnare ai nostri figli l’importanza di essere italiani. Dobbiamo far crescere in loro una coscienza sociale e politica che porti in un futuro prossimo venturo a una classe politica seria a credibile. Se facessimo fruttare le nostre risorse e se mettessimo la politica al servizio dei cittadini e non dei pianisti scaldaseggiole che da cinquanta anni ci governano, non sarei qui a incazzarmi con me stesso e con la coscienza che non abbiamo, ma sarei a godermi il mio orgoglio di essere Cittadino dello Stivale più bello del mondo, anzi, dell’Universo.

Scusate lo sfogo, ho detto forse un sacco di banalità e vi ho annoiato a morte, ma amo troppo il mio Paese per starmene sempre zitto.

Vi lascio questa ricetta tutta toscana, sperando che riesca ad addolcirmi un po’ :-)

Ingredienti

40 gr di burro
500 gr di farina manitoba
300 ml di latte
25 gr di lievito fresco
6 gr di sale
50 gr di zucchero
1 grappolo Uva nera da schiacciata 

torta uva nera

Preparazione

1. Intiepidite una tazzina di latte, aggiungete un cucchiaino di zucchero e il lievito spezzettato. Mescolate delicatamente. 

2. In una spianatoia impastate la farina, il latte, il burro ammorbidito, il sale e lo zucchero. Aggiungete il lievito sciolto. 

3. Lavorate per almeno 15 minuti. Il composto deve risultare morbido ma non appiccicoso. Aggiungere l’uva (lasciandone da parte qualche chicco per la decorazione) e amalgamare velocemente facendo attenzione a non schiacciare gli acini. Mettete a lievitare in un luogo tiepido fin quando non sarà raddoppiato di volume.

4. Stendete la pasta con le mani e mettetela in una placca da forno imburrata e infarinata. Cospargete la superficie con dello zucchero semolato e qualche chicco d’uva. Lasciate lievitare la torta per altri 30 minuti in luogo tiepido coperta con uno straccio inumidito.

5. Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per circa 15 minuti.

Panini al latte

Panini al latte

Dopo la pioggia torrenziale dei giorni scorsi, ieri pomeriggio un pallido sole ha reso l’aria veramente gradevole così, uscito da lavoro, ho deciso di non prendere l’autobus e di farmi una passeggiata a piedi verso la stazione ferroviaria. 

Durante i 30 minuti di camminata ho posto l’attenzione su quante infrazioni al codice della strada i fiorentini commettono. Beh, sono rimasto spiacevolmente sorpreso dopo che ho contato:

9 auto parcheggiate sopra i marciapiedi
6 auto parcheggiate sopra le strisce pedonali
20 soste in doppia fila
2 soste in tripla fila

e poi … 

3 soste negli spazi riservati agli invalidi senza avere il contrassegno (esposto)
10 auto parcheggiate fuori dalle strisce adibite
12 parcheggi in prossimità degli incroci (che limitano la visibilità)
2 moto imbucate fra auto e auto (così le vetture non escono)
4 auto in sosta nella zona di fermata degli autobus
1 sosta in un passo carrabile
2 precedenze sulle strisce pedonali non date (a me!)
1 passaggio con il rosso (con tanto di suonata di clacson corale)

Beh, non male! E’ vero che Firenze è una città molto congestionata, ha strade strette e pochissimi parcheggi… ma talvolta basta un po’ di buon senso e non pretendere di parcheggiare direttamente *dentro* il bar.

La ricetta di oggi è un classico dei classici: panini al latte. Mi è sempre piaciuto il sapore dolce e la morbidezza di questo pane. Sono buoni con gli affettati (li ho assaggiati tantissime volte alle feste di compleanno) oppure per colazione con un cucchiaino di marmellata.

 

Ingredienti

40 gr di burro
500 gr di farina manitoba
300 ml di latte
25 gr di lievito fresco
6 gr di sale
50 gr di zucchero
1 uovo 

Panini al latte

Preparazione panini al latte

1. Intiepidite una tazzina di latte, aggiungete un cucchiaino di zucchero e il lievito spezzettato. Mescolate delicatamente. 

2. In una spianatoia impastate la farina, il burro ammorbidito, il sale, il latte e il restante zucchero. Aggiungete il lievito sciolto. 

3. Lavorate per almeno 15 minuti. Il composto deve risultare morbido ma non appiccicoso. Mettete a lievitare in un luogo tiepido fin quando non sarà raddoppiato di volume.

4. Formate 30 palline (circa 30 gr l’una). Dovrete ottenere delle palline con una superficie liscissima: lavoratele tenendole con tre dita tirando la pasta verso il basso. Aiutandovi con il pollice spingete la pasta all’interno. Adagiate i panini sopra una placca da forno. Spennellate con del latte, coprite con un panno umido e lasciate lievitare per mezz’ora. 

5. Sbattete un uovo e spennellate la superficie dei panini. Infornate a 170°C per 12/15 minuti. Lasciate raffreddare. Farcite i panini al latte con burro e marmellata oppure con affettati e fontina.

 Panini al latte

Pan di torta all’uva


Pan torta all'uva

Cosa è venuto fuori da questa ricetta non lo so neanche io. Non ho ancora ben chiaro quello che volevo fare: un pane o una torta? Beh, ho deciso di battezzarlo pan di torta all’uva mal riuscito. E dire che l’aspetto era molto accattivante, la lievitazione sembrava ottima… Il problema è nel sapore, troppo insipido e troppo simile ad un tozzo di pane. Manca zucchero, ci vuole più burro e soprattutto più uva.

Che dire, ci riproverò… intanto vi lascio la ricetta. Ovviamente da scansare/aggiustare :-)

Ingredienti

300 ml di latte
70 gr di zucchero
500 gr Farina 00
30 gr di burro ammorbidito
1 cucchiaino di sale
12 gr di lievito fresco
2 grappoli di uva nera

Preparazione

1. Mi sono servito della macchina per fare il pane. Ho inserito gli ingredienti nell’ordine scritto, escluso l’uva. Se volete fare a mano, in una terrina impastate tutti gli ingredienti, escluso l’uva.

2. Ho scelto il programma lievitazione.

3. Appena l’impasto sarà raddoppiato di volume, aggiungete i chicchi d’uva leggermente infarinati e lavorate delicatamente.  

4. Mettere in una teglia da forno imburrata e infarinata, cospargete di zucchero e cuocete a 180° fin quando il colore non risulterà dorato.

Coccoli

Coccoli

L’abitudine di friggere il cibo è diffusa in tutta Italia. Tuttavia in Toscana è diventata una vera mania… si frigge di tutto: pollo, coniglio, verdura, maiale, manzo, pane, fegato, pesce, fiori di zucca e chi più ne ha più ne metta. 

Fino a pochi anni fa si potevano trovare a Firenze chioschetti e friggitorie che offrivano ai clienti le loro specialità: fettine sottili di polenta, frittelle di riso, bomboloni e soprattutto coccoli!

Oggi questa usanza è caduta in disuso e le friggitorie sono quasi tutte scomparse. Solo in alcuni ristoranti i coccoli sono serviti come antipasto accompagnati da prosciutto toscano e stracchino. 

Sono ottimi serviti come aperitivo assieme a un buon bicchiere di prosecco.

 

Ingredienti per circa 50 coccoli

500 gr di farina 00 setacciata
350 ml di acqua circa
25 gr di lievito di birra
sale
zucchero
olio extravergine di oliva
olio per friggere

 

Preparazione coccoli

1. Disponete la farina in una ciotola o in una spianatoia di legno e in un angolo mettete due pizzichi di sale.

2. Sciogliete il lievito di birra in 100 ml di acqua appena tiepida con l’aggiunta di un pizzico di zucchero.

3. Versate al centro della farina e impastate con la punta delle dita.

4. Via via che l’impasto lo richiede, aggiungete altra acqua tiepida.

5. Aggiungete 2 cucchiai di olio di oliva e continuate a lavorare fin quando l’impasto risulterà morbido ma non appiccicoso.

6. Mettete in una ciotola, coprite con un panno umido e lasciate lievitare fin quando l’impasto non sara raddoppiato di volume.

7. Scaldate l’olio per friggere. Deve essere abbondante e la pentola abbastanza alta (non si deve friggere in padella). I coccoli devono immergersi completamente nell’olio.  La cottura deve essere dolce (il fuoco moderato) altrimenti le palline si cuociono troppo all’esterno e l’impasto all’interno rimane crudo. 

8. Infarinate le dita e staccate le palline di pasta (con la mano sinistra fate una strozzatura alla pasta e con la destra staccate ruotando). Le dimensioni devono essere più o meno quelle di una noce. Buttate nell’olio caldo e friggete muovendo di tanto in tanto. Se schiacciate con il palmo la pallina di pasta appiattendola, otterrete coccoli con un interno più soffice e meno compatto.

9. Salate in superficie e servite caldissimi accompagnando con prosciutto crudo e stracchino. 

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