Salse e marmellate

Confettura di fichi e peperoncini piccanti

Adoro i fichi verdini, sono i miei preferiti… quest’anno un amico di Carlo ce ne ha regalati ben 6 kg. La tentazione è forte ma non posso mangiarli tutti! Quindi approfittando di questo autunno così “estivo” li abbiamo lasciati essiccare al sole per alcuni giorni. Una parte sono finiti sotto spirito (fra poco pubblicheremo ricetta e foto), una parte sono diventati marmellata dolce e una parte, ovviamente, non poteva che diventare marmellata piccante: una delizia per accompagnare i vostri formaggi!

Ingredienti

1,5 kg di fichi verdini (meglio se appassiti)
500 gr di zucchero
2 limoni
2 Habanero o altro peperoncino a piacere
250 ml di aceto rosso

 

Preparazione

1. Togliete il picciolo ai fichi e divideteli in due o tre pezzi.

2. In una casseruola capiente mettete l’aceto, i fichi, il succo e la buccia grattugiata dei due limoni.

3. Portate a ebollizione lentamente e aggiungete lo zucchero e i peperoncini tagliati a fette.

4. Cuocete a fuoco basso per 1h e 15 minuti mescolando di continuo per evitare che il composto si attacchi al fondo.

5. Nel frattempo sterilizzate alcuni vasetti di vetro facendoli bollire in acqua per 30 minuti e lasciate scolare sopra un canovaccio.

6. Versate la confettura ancora bollente nei vasetti avendo cura di non riempire eccessivamente (lasciare due dita di spazio sotto il coperchio).

7. Pulite il bordo e tappate con tappi nuovi. Capovolgete e lasciate raffreddare. 

8. Controllate che il vasetto sia andato sottovuoto (il tappo deve essere incavato e se premuto non deve fare click). Se il sottovuoto non è avvenuto, aprite il barattolo e chiudete con un tappo nuovo. Mettete in una pentola piena d’acqua, portate a ebollizione e lasciate bollire per 30 minuti. Lasciate raffreddate i barattoli nell’acqua.

Confettura di fichi verdini appassiti

marmellata di fichi

Quest’anno mi è presa così: marmellata con i fichi verdini appassiti. Beh, sono rimasto molto contento del risultato, adoro i fichi caramellati che rimangono interi… ovviamente per gli appassionati ne esiste anche una versione piccante, che pubblicherò nei prossimi giorni… 

Questa marmellata di fichi è ottima per accompagnare formaggi freschi.


Ingredienti

1 kg di fichi verdini appassiti
400 gr di zucchero 
2 limoni
250 ml di acqua

 

Preparazione confettura di fichi verdini appassiti

1. Togliete il picciolo ai fichi e divideteli in due o tre pezzi.

2. In una casseruola capiente mettete l’acqua, i fichi, il succo e la buccia grattugiata dei due limoni.

3. Portate lentamente a ebollizione e aggiungete lo zucchero.

4. Cuocete a fuoco basso per 1h e 30 minuti mescolando di tanto in tanto per evitare che il composto si attacchi al fondo.

5. Nel frattempo sterilizzate alcuni vasetti di vetro facendoli bollire in acqua per 30 minuti. Lasciateli poi scolare sopra un canovaccio.

6. Versate la confettura ancora bollente nei vasetti avendo cura di non riempirli eccessivamente (lasciate due dita di spazio sotto il coperchio).

7. Pulite il bordo e tappate con tappi nuovi. Capovolgete e lasciate raffreddare. 

8. Controllate che il vasetto sia andato sottovuoto (il tappo deve essere incavato e se premuto non deve fare click). Se il sottovuoto non è avvenuto, aprite il barattolo e richiudete con un tappo nuovo. Mettete in una pentola piena d’acqua, portate ad ebollizione e lasciate bollire per 30 minuti. Lasciate raffreddate i barattoli nell’acqua.

Marmellata di peperoncini e aceto balsamico

  marmellata peperoncini e aceto balsamico

Come ogni anno in questo periodo ci dedichiamo alla preparazione di vasetti di marmellata che consumeremo durante il lungo inverno. Pesche, susine e prugne sono gettonatissime per la colazione ma quella che va per la maggiore (e che finisce più in fretta) è la marmellata di peperoncini, preparata per l’occasione assieme a babbo Mario e mamma Tina. Preparare marmellate e conserve è per la mia famiglia un momento particolare, un rituale che ogni anno si ripete, un’occasione per riunirsi e per poter trascorrere un fine settimana a pasticciare assieme.

Le dosi di peperoncino che ho utilizzato sono tarate per la mia famiglia, dove non tutti amano il piccante estremo come me. Comunque devo ammettere che preferisco una marmellata meno piccante ad una veramente infuocata (credo sia l’unico caso nella mia dieta!).  

Quest’anno, poi, abbiamo apportato una modifica alla nostra ricetta originale (leggi qui) sostituendo il classico aceto di mele con un buon aceto balsamico. 

Certo, 400 ml di aceto balsamico possono sembrare tanti ma vi garantisco che si amalgama alla perfezione con le mele e i peperoncini. 

Provatela spalmata sopra una fettina di pane accompagnata da un buon pecorino fresco.

Con questa ricetta partecipiamo al contest estivo “Aceto sopraffino” indetto dalla Cuochina Sopraffina in collaborazione con R2M.

 

Ingredienti

1,5 litri acqua
2,0 kg di mele rosse da sbucciare
350/400 ml di aceto balsamico di ottima qualità
350 gr di peperoni dolci
5 Naga Morich oppure 6 Habanero Chocolate oppure 10/15 Cayenna
700/800 gr di zucchero per kg di polpa
la buccia e il succo di 1 limone biologico non trattato

 
Preparazione

1. Lavate accuratamente i peperoncini e privateli del picciolo verde e se volete una marmellata meno piccante, togliete anche i semi. Pulite allo stesso modo i peperoni dolci.

2. In una casseruola capiente mettete l’acqua, le mele pulite a pezzettoni, il succo di limone, l’aceto balsamico, i peperoncini e i peperoni spezzettati.

3. Far cuocere per 35/40 minuti a fuoco moderato mescolando di tanto in tanto facendo attenzione che il composto non si attacchi al fondo della pentola.

4. Trascorso il tempo, scolate l’acqua in eccesso versando il contenuto in un colino rivestito internamente con uno straccio bianco non lavato con detersivi.

5. Passate il composto con un passatutto così da eliminare la buccia dei peperoni.

6. Rimettete al fuoco e aggiungete lo zucchero in proporzione (700/800 gr di zucchero per kg di polpa).

7. Aggiungete la buccia del limone (solamente la parte gialla) ridotta in striscioline o pezzettini.

8. Cuocete a fuoco medio per 40/50 minuti mescolando di continuo. La marmellata non dovrà caramellare. Passati 30 minuti di cottura verificate la consistenza della marmellata mettendone un cucchiaino su di un piattino. Se una volta raffreddata completamente la sua consisenza sarà giusta, togliete dal fuoco.

9. Invasate immediatamente in vasetti di vetro precedentemente sterilizzati. Pulite accuratamente i bordi del vasetto con uno straccio bagnato, chiudete con i tappi e capovolgete. Lasciateli così fin quando saranno freddi. Poi mettete i vasetti in una pentola avvolgendoli con dei canovacci puliti non colorati e copriteli di acqua fredda fino a 5 cm sopra l’ultimo vasetto. Fate bollire contando 15 minuti dal primo bollore. Trascorso il tempo, spegnete il fuoco e lasciate raffreddare.

Conservare in luogo fresco, asciutto e al buio. Ricordate che le marmellate casalinghe non contengono conservanti e quindi si conservano solo pochi mesi.

E’ assolutamente necessario avere a disposizione vasetti PULITI E STERILIZZATI e utilizzate SEMPRE tappi nuovi per la pastorizzazione.

marmellata peperoncini e aceto balsamico  

Yogurt casalingo

Yogurt naturale

Fare lo yogurt da soli è veramente facile e i risultati sono assicurati. Basta un’atrezzatura minima e seguire le pochissime indicazioni che vi darò. In casa lo facciamo da tanti anni e in particolare durante la bella stagione va letteralmente a ruba.

Per comodità utilizzo una yogurtiera elettrica con il vaso da 1 lt e non quelli con i 6/8 vasetti piccoli. Questo elettrodomestico molto economico (circa 20€) automaticamente mantiene la temperatura costante attorno ai 40° e in un tempo che va dalle 8 alle 10 ore ci garantisce la produzione di un ottimo yogurt.

Il tipo di latte che utilizzeremo influenzerà in modo significativo la qualità del risultato finale. Per uno yogurt più cremoso e gustoso vi consiglio di utilizzare latte fresco intero di ottima qualità. Ho ottenuto buoni risultati anche con il latte parzialmente scremato, comunque sempre fresco. Risultati del tutto deludenti invece li ho ottenuti con il latte a lunga conservazione, sia intero che parzialmente scremato: probabilmente quello non è latte …

La prima volta che preparerete lo yogurt avrete bisogno di fermenti lattici vivi. Dove procurarseli? Semplice, basta acquistare una confezione di yogurt magro al supermercato (mi raccomando, che sia magro al naturale, non usate yogurt aromatizzati). In alternativa anche le bustine di fermenti acquistate in farmacia danno ottimi risultati. Per le volte successive basterà lasciare da parte un cucchiaio da minestra di yogurt. In genere dopo 10/12 fermentazioni rinnovo lo yogurt ripartendo con un vasetto o una bustina.

Ma vediamo cosa dobbiamo procurarci.

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C’era una volta lo yogurt …

Yogurt naturale

Lo yogurt è un alimento molto diffuso e le sue origini si perdono nella notte dei tempi. Sembra che le popolazioni dell’Asia centrale siano state le prime a sperimentare la fermentazione naturale del latte, che avveniva durante i lunghi spostamenti sotto l’azione di batteri lattici presenti all’interno delle sacche dove veniva conservato il latte.
Le migrazioni di popolazioni nomadi dell’Europa orientale hanno portato alla diffusione dello yogurt in tutto il Mediterraneo. Sembra anche che la parola yogurt derivi da “yogurmak” che in turco significa “mescolare”.

Lo yogurt è un alimento con un’alta acidità, ricco di calcio e proteine. Apporta poche calorie e, a differenza del latte, è molto più digeribile perché durante il processo di fermentazione il lattosio viene diviso in zuccheri più semplici (glucosio e galattosio) e più facilmente assimilabili. Grazie all’elevato contenuto di probiotici, batteri vivi non patologici, apporta benefici al nostro intestino. Nei tempi antichi era ritenuto una cura per l’insonnia e la tubercolosi e veniva usato come aiuto per la rigenerazione del sangue.
Agli inizi del ’900 il biologo russo Ilya Ilyich Mechnikov, studiando i motivi della longevità di alcune popolazioni bulgare che avevano incluso lo yogurt nella loro alimentazione, decise di analizzarlo nel suo laboratorio. Le sue ricerche permisero di isolare il Lactobacillus Bulgaricus, uno dei batteri responsabili della fermentazione del latte. Convinto che il lactobacillus fosse un elemento fondamentale per la salute dell’uomo, convinse l’imprenditore Isaac Carasso a iniziare la produzione industriale dello yogurt. Fu così che nel 1919 nacque a Barcellona il primo stabilimento commerciale con il nome di “Danone”.

In commercio troviamo centinaia di tipi di yogurt o presunti tali. Guardando il bancone frigo dei supermercati sembra che le aziende si siano sbizzarrite a creare miscele appetibili per i clienti ma che, a mio avviso, dello yogurt originale hanno conservato ben poco.
Esistono prodotti cremosi, densi, liquidi, alla frutta, da bere, ai gusti esotici, con la cioccolata, con i cereali, molti terribilmente zuccherati e con un basso indice di sazietà.

E lo yogurt naturale? Quello semplice senza nessun aroma aggiunto? Quello leggermente acido che puoi addolcire con un cucchiaino di miele e pezzi di frutta di stagione dove è finito? Perché non provare a farlo da soli? In fondo bastano veramente poche cose e posso garantirvi che lo yogurt casalingo è veramente buono, sano e semplice da realizzare. Si presta poi a essere usato come ingrediente per decine di ricette, dolci, salse e maschere di bellezza.

Qui troverete la ricetta che sperimentiamo da anni. Per comodità usiamo la yogurtiera elettrica perché, ad un costo minimo (circa 20€), ci garantisce il mantenimento costante della temperatura e una grande comodità d’uso. In rete si trovano anche altri metodi per realizzare lo yogurt: alcuni scaldano il latte a bagnomaria e manualmente mantengono la temperatura rimettendo sul fuoco di tanto in tanto, altri avvolgono il latte scaldato a 40° in una coperta. Sinceramente non ho mai sperimentato queste tecniche, ma se qualcuno di vuoi vuole farlo pubblicheremo volentieri i risultati.

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