Peperoncini

Finalmente Terra!

scotch bonnet red

Finalmente sabato pomeriggio ho trasferito i peperoncini nell’orto. Terra! Si tocca terra!

Negli ultimi giorni le piantine sono cresciute abbastanza in fretta e anche le varietà indiane che avevano mostrato qualche segno di rallentamento (vedi qui) hanno ripreso il loro (lento) sviluppo.

Purtroppo mi sono accorto che alcune piantine erano invase da afidi… e la cosa non mi è piaciuta per niente. E’ la prima volta che mi succede in tanti anni di coltivazione. Posso dire con un certo orgoglio che le mie piantine fino ad ora non hanno mai visto nemmeno una goccia di veleno o anticrittogamico. Purtroppo c’è sempre una prima volta in tutto (e spero l’ultima). Gli sgraditi ospiti erano così tanti che non sono riuscito a rimuoverli a mano e ho dovuto ricorrere ad una blanda spruzzata di insetticida. Non riesco a spiegarmi questa invasione improvvisa, ma guardandomi attorno ho visto che anche il melograno e le piante di fagiolini erano pieni di afidi.

Comunque, ho sistemato le piantine in terra distanti 30/40 cm l’una dall’altra e 50 cm fra i solchi. Ho circondato di terriccio il panetto con le radici e ho ricoperto di terra. Una bella annaffiata… e speriamo in un raccolto abbondante, afidi permettendo.


Peperoncini … ci siamo quasi

habanero chocolate

Le piantine sono ormai in procinto di essere trasferite definitivamente nell’orto. La crescita non è stata molto uniforme. I Rocoto sono grandi e sembrano molto forti, così come gli Habanero e i Fatalii. I peperoncini da ripieno (Cherry bomb) eccezionalmente sono già nell’orto da una settimana. Purtroppo non ho potuto fare diversamente perché stavano dando segni di ingiallimento e di scarsa vegetazione.

La spiacevole sorpresa, invece, è arrivata dal ramo indiano della famiglia. Per qualche ragione oscura i vari Bhut e Naga sono molto indietro nella crescita. Eppure non ho variato niente … sempre stesso terriccio, stessa illuminazione e stessa frequanza di annaffiatura. Così come la temperatura.

A dire il vero anche lo scorso anno le varietà indiane mostravano una maggiore lentezza nella crescita, però in questo periodo erano già grandicelle. Vedremo come reagiranno al trapianto.

Intanto, già da una settimana le piantine stanno seguendo il programma di acclimatamento all’ambiente esterno secondo la mia tabella ormai collaudata (leggete qua). Purtroppo la notte è ancora troppo freddo: ieri mattina alle 6 il termometro segnava 8° gradi, troppo pochi ancora. Quindi al tramonto rientrano in casa :-)

Quest’anno ho fatto una piccola variazione alla tabella di marcia concimando con qualche granulino di nitrophoska. Gli anni passati ho sempre dato una leggera dose di concime qualche giorno dopo averle trapiantate nell’orto per poi passare ad una dose più forte dopo la fioritura.

Per adesso le piante hanno reagito bene. La prossima settimana, se la stagione non farà qualche brutto scherzo, le trasferirò nell’orto.

Qualche notizia sui peperoncini

millePeperoncini

Peperoncini

I peperoncini appartengono alla famiglia delle Solanaceae, un grande gruppo di piante originarie delle Americhe ma diffuse e coltivate in tutto il mondo a cui appartengono anche la patata, il pomodoro e la melanzana.

Tutti i peperoncini fanno parte del genere capsicum e molti di quelli che si possono coltivare con facilità appartengono alle specie annuum.

L’etimo della parola latina “capsicum” è incerto: per alcuni deriva da “capsa” (scatola) per la forma baccata del frutto ricca di semi all’interno, per altri deriva invece dal greco “kapto” che significa mordere, in riferimento forse alla piccantezza che morde la lingua.

Le prime coltivazioni di peperoni risalgono a circa novemila anni fa nella valle del Messico e nel Nord America, ed erano chiamati “chili” nel linguaggio locale. Malgrado la loro antica origine, i peperoncini hanno fatto la loro comparsa nel vecchio continente solo quando Colombo li introdusse in Europa alla fine del XV secolo.

Ci sono centinaia di varietà di peperoncino e possono avere sia un gusto dolce sia estremamente piccante. Innumerevoli sono le proprietà mediche: svolgono un’azione benefica sulla circolazione sanguigna, sono in genere ricchi di vitamina C e favoriscono la digestione dei cibi ad elevato contenuto d’amido.

Tutti i tipi di peperoncino piccante contengono un alcaloide chiamato capsaicina (formula chimica C18H27NO3), sostanza che produce una sensazione di bruciore in bocca, irritante per gli occhi e con forti proprietà vasodilatatrici.

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Piccoli peperoncini crescono …

Fatalii red

Fatalii red

Questa mattina ho scattato alcune foto ai miei pargoli.
La crescita procede abbastanza bene, anche se alcune varietà (quelle indiane)  mostrano qualche difficoltà in più nello sviluppo. Anche lo scorso anno avevo notato questa differenza. Effettivamente i vari Naga, Bhut  e Bhit sono piante molto difficili da coltivare. Risentono tantissimo anche delle più piccole variazioni delle condizioni climatiche. Giusto per fare un esempio, due settimane fa ho abbassato la temperatura del terreno da 30° (trenta!) a 28° perché la temperatura interna della serra era salita fino a 38°. Ecco, le piantine indiane hanno rallentato vistosamente la loro crescita …

Comunque, al momento procedo sempre con una o due annaffiature: una al mattino prima di accendere le luci se durante la notte il terreno si è asciugato troppo, e una alla sera poco prima di spegnere le luci.

L’illuminazione con i neon è sempre di circa 16 ore (dalle 6 del mattino fino alle 22 di sera). Alcune piantine sono cresciute così in fretta che non mi ero accorto che erano arrivate a sfiorare i neon: qualche giovane fogliolina si è scottata e accartocciata. Comunque la cosa non è preoccupante, altre foglioline sono già spuntate.

Diciamo che la germinazione è stata soddisfacente, i semi sono quasi tutti germogliati, ad esclusione di una busta di Jalapeno comprata al consorzio agrario. Probabilmente erano stati conservati male … peccato …

Seguono alcune foto.

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Finalmente …

ecco il primo fatalii !! 
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